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Archivio mensile:dicembre 2011

134.5 miliardi di dollari dimenticati. Il più grande sequestro della storia. L’organizzazione segreta della Famiglia del Dragone. Una citazione in giudizio presentata a New York in cui si fanno i nomi di Berlusconi, del segretario generale dell’ONU, di esponenti della Guardia di Finanza, del World Economic Forum. La P2, i Templari, gli Illuminati e il Vaticano in 111 pagine che fanno tremare.

David Wilcook è un personaggio singolare, tipica espressione delle culture alternative nordamericane degli ultimi decenni. Docente a contratto, film-maker e ricercatore di storia antica, esperto di “consciousness science” e di nuovi paradigmi dell’energia e della materia, ha una sua bizzarra teoria: sostiene l’esistenza di un Cosmo Divino, in base al quale tutta la vita sulla terra è unita in un “campo di coscienza” che influirebbe sulla mente di tutto il genere umano. Comunque la si pensi, il suo libro, Source Field Investigation, nel quale espone le sue tesi, è un best seller negli USA ed attualmente occupa il 18° posto della classifica redatta dal New York Times ed alcune delle teorie esposte nel libro non potranno non affascinare i lettori della migliore Science Fiction.

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“Agente Lemmy Caution, missione Alphaville”, J.L.Godard, 1965

“Ciò che appartiene all’essenza del mondo il linguaggio non lo può esprimere (…) Il linguaggio può dire soltanto ciò che possiamo figurarci anche altrimenti (…) E la filosofia, se potesse dire qualcosa, dovrebbe descrivere l’essenza del mondo. Tuttavia l’essenza del linguaggio è una immagine dell’essenza del mondo e la filosofia, come tutrice della grammatica, può cogliere effettivamente l’essenza del mondo; soltanto non entro enunciati del linguaggio, ma entro regole per quest’ultimo, che escludano combinazioni di segni insensate. ” (L.Wittgenstein, Osservazioni Filosofiche, par. 54)

“Il mondo è ciò che accade”, ovvero non è la totalità delle cose, ma dei fatti, così come il linguaggio non è la totalità dei nomi ma delle proposizioni (da L.Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosoficus, prop. 4.001)

“Noi parliamo di qualcosa, ma diciamo anche che qualcosa avviene” (Tractatus, 3.323), la proposizione dice qualcosa circa il mondo, ma può essere negata. Il mondo, tutto ciò che accade, è la totalità dei fatti nello spazio logico. Tutto ciò che accade è un frammento, più o meno ampio, di ciò che è possibile accada, mentre alla logica interessa solo ciò che è possibile, lo spazio che “include tutte le possibilità”, quindi non ciò che di fatto accade.

Qualcosa di logico non può essere solo possibile (ovvero: qualcosa di logico deve essere necessariamente possibile), perchè nella logica non esistono sorprese. Scopriamo nuovi fatti, non nuove possibilità.

23 dicembre 1984 Strage Rapido 904 Napoli Milano

Per cercare le chiavi del presente, e per capirlo, bisogna uscire dal rumore: andare in fondo alla notte, o in fondo al nulla…

Uno scrittore deve tirarsi fuori dall’orizzonte esclusivamente umano, che finisce per essere nauseante. Non avendo rapporti con forme di vita extraterrestri, la natura è il nostro altrove. Il paesaggio non è una quinta di teatro sconnessa dalle nostre vicende, determina il nostro destino. È l’unica cosa che ci rimane in questa crisi nera. (Sebastiano Vassalli, intervista su Repubblica, 8 settembre 2013)

“Nella lingua italiana la parola paesaggio è documentata a partire dal Rinascimento e dal XVI secolo, cioè all’incirca con duecento anni di ritardo rispetto ai paesaggi dipinti da Pietro e Ambrogio Lorenzetti nel palazzo civico di Siena, e a quelli descritti da Boccaccio nel Decameron. Secondo il Nuovo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana, paesaggio è: a) Complesso di tutte le fattezze sensibili di una località; b) Panorama, aspetto tipico di una regione ricca di bellezze naturali. Secondo il Dizionario della lingua italiana di Devoto e Oli, paesaggio è una «porzione di territorio considerata dal punto di vista prospettico o descrittivo, per lo più con un senso affettivo cui può più o meno associarsi anche un’esigenza di ordine artistico ed estetico». Infine, secondo il Grande Dizionario della Lingua Italiana di Salvatore Battaglia, paesaggio è: a) Ciò che un osservatore, fermo o in movimento, può vedere dei luoghi che lo circondano con uno sguardo complessivo dal punto di vista in cui si trova in un determinato momento o via via si colloca. b) Ambiente naturale proprio di un luogo. Ciò che risulta da tutte queste definizioni (e se ne potrebbero aggiungere altre) è la compresenza e direi quasi il contrasto tra valutazione ambientale e valutazione estetica. Il paesaggio: la nostra idea di paesaggio, è anche questo.”

Tratto da “Letteratura e paesaggio. Il nulla e il paesaggio nelle nostre storie.”, inedito di Sebastiano Vassalli.


Pasolini

“Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole, e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario, o dettatogli da sue necessità di carattere economico che sfuggono alla logica comune.
Io detesto soprattutto il potere di oggi. Ognuno odia il potere che subisce, quindi odio con particolare veemenza il potere di questi giorni. E’ un potere che manipola i corpi in un modo orribile, che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o da Hitler. Li manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore, istituendo dei nuovi valori che sono dei valori alienanti e falsi, i valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama un genocidio delle culture viventi, reali, precedenti.

Sono caduti dei valori, e sono stati sostituiti con altri valori. Sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti da altri modelli di comportamento. Questa sostituzione non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dal nuovo potere consumistico, cioè la nostra industria italiana pluri-nazionale, e anche quella nazionale degli industrialotti, voleva che gli italiani consumassero in un certo modo, un certo tipo di merce, e per consumarlo dovevano realizzare un nuovo modello umano.

Il regime è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente ad ottenere, il potere di oggi, cioè il potere della civiltà dei consumi, invece riesce ad ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari. E questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. E’ avvenuto tutto in questi ultimi dieci anni. E’ stato una specie di incubo, in cui abbiamo visto attorno a noi l’Italia distruggersi e sparire. Adesso risvegliandoci, forse, da questo incubo, e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non cè più niente da fare.

L’uomo è sempre stato conformista. Se cè una caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse biologicamente l’uomo è narciso, ribelle, ama proprio la propria identità, ma è la società che lo rende conformistico e lui ha chinato la testa una volta per sempre dinnanzi agli obblighi della società.

Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così, l’uomo si meccanizzerà talmente, si alienerà talmente, diventerà così antipatico e odioso, che questa libertà qui andrà completamente perduta…”

PPP

A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi
Azzurri.

…Il figlio aveva degli occhi
di paglia bruciata, occhi
senza paura, e vide tutto
ciò che era male: nulla
sapeva dell’agricoltura,
delle riforme, della lotta
sindacale, degli Enti Benefattori,
lui. Ma aveva quegli occhi.
La tragica luna del pieno
sole, era là, a coltivare
quei cinquemila, quei ventimila

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