Combattimento tra Carnevale e Quaresima

Combattimento Carnevale e Quaresima

Combattimento fra Carnevale e Quaresima (Particolare), 1559, Pieter Bruegel il vecchio

Sarebbe estremamente interessante scrivere la storia della risata…(A.Herzen)

Il furfante, il buffone e lo sciocco creano intorno a sè particolari piccoli mondi, particolari cronotopi. (…) A loro sono intrinseci una peculiarità ed un diritto: essere estranei in questo mondo. Essi infatti non solidarizzano con alcuna condizione di vita di questo mondo, da nessuna di esse sono soddisfatti e di tutte vedono il rovescio e la menzogna.

Essi possono quindi servirsi di qualsiasi condizione di vita soltanto come di una maschera. Il furfante ha ancora dei fili che lo legano alla realtà; il buffone e lo sciocco sono “lontani dalle cose di questo mondo” e perciò godono di particolari diritti e privilegi. Queste figure ridono senza oggetto di riso. Il loro riso ha carattere pubblico, da piazza popolare. Essi ristabiliscono l’aspetto pubblico dell’immagine umana…

Michail Bachtin, Estetica e Romanzo, pag. 306

La parola Carnevale, dal latino Carne Levàmen (nel senso di togliere), con trasposizione del secondo elemento, per analogia con la parola Vale (dal latino valere: stare in salute, era anche il saluto di commiato, equivalente all’odierno ciao), è la festa del grasso e della libertà estremizzata oltre il contratto sociale. Carnevale potrebbe derivare anche dai Carnuàlia, specie di giochi villerecci che si facevano saltando sugli otri, o dal latino Carrus Navalis, carro navale o carro a ruote che si portava in giro nelle processioni festive.

La collocazione nell’anno ha subito molti cambiamenti a seconda delle varie strutture di potere politico e religioso che si sono succedute nel tempo. La collocazione originaria era tra la fine e l’inizio di un ciclo agrario. Le prime usanze carnevalesche sono originarie nell’antico Egitto. Tali cerimonie erano dette “cherubs” e si celebravano durante l’equinozio d’autunno. In queste feste era caratteristica l’uso della maschera, la simbolizzazione animale delle stagioni e delle fasi della produzione agricola: Iside era l’orsa della costellazione omonima; i sacerdoti mascherati con i segni delle costellazioni indicavano i punti cardinali nel cielo; il sacerdote Toro, la primavera; il sacerdote Leone, il solstizio d’estate; il sacerdote uomo; l’autunno; il sacerdote sparviero, l’inverno; il sacerdote cane, la canicola; il sacerdote lupo, la vendemmia; il sacerdote Ibi, il ritiro del Nilo. Queste feste erano anche le feste dei buoi. Si sceglieva il bue più bello, lo si adornava a festa, lo si portava in giro per Alessandria, infine veniva messo a morte e finiva la festa.

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