A Bas Les Cadences Infernales

"A Bas Les Cadences Infernales", manifesto del maggio francese


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Noi siamo quello che facciamo”(Slogan scelto dalla FIAT per l’inaugurazione del nuovo stabilimento di Pomigliano, Novembre 2011)

“Al di sotto della significazione articolata o del senso iconico che offre immediatamente, la plastica del manifesto vale di per sé come sintomo di un inconscio politico”.

Un manifesto politico (e cosa oggi non appartiene alla sfera del politico?) dovrebbe quindi porre esplicitamente in relazione l’organizzazione della società e quella dello “schermo plastico”.

Lo spazio testuale, o verbale, quello sonoro e quello figurale, vanno tenuti distinti. Le unità grafiche non possono valere di per sé stesse in base al potere plastico della forma e del ritmo che agisce sul corpo e sull’occhio dell’osservatore, ma solo in virtù del loro contrasto in seno ad un sistema.

Questo porsi in opposizione è codificato, la sua deroga produce effetti di disturbo della significazione; il sistema presuppone la divisione dello spazio visuale secondo intervalli invariabili che consentono un rapido riconoscimento.

E’ necessario guardarsi dall’identificare lo spazio figurale con quello della percezione: anche l’organizzazione del campo e i profili percettivi possono essere trasgrediti, e siffatta trasgressione li fa apparire come testuali o sonori. Simmetricamente un testo propriamente “detto” può costituire l’oggetto di decostruzioni vertenti sul suo significato grafico e/o sul suo significato, e caricarsi così in figuralità. Questa trasgressione è opera del desiderio, in quanto pulsione colpita da interdetto, oggetto che funge da specchio per altri oggetti, posto vuoto (non luogo o utopia), ove si manifestano situazioni date altrove, nello spazio sociale/reale vissuto.

Il modo in cui questa ripresa ha luogo plasticamente è decisivo per chi intende diagnosticare l’inconscio in gioco nel manifesto pubblicitario: rappresentazione semplice (corrispondente al rovesciamento semplice), oppure doppio capovolgimento.

(Liberamente tratto da: Spazio Plastico e Spazio Politico, in J.F. Lyotard, “A partire da Marx e Freud – Decostruzione ed Economia dell’Opera”, 1973)

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