Un silenzioso scandalo finanziario di portata intergalattica?

134.5 miliardi di dollari dimenticati. Il più grande sequestro della storia. L’organizzazione segreta della Famiglia del Dragone. Una citazione in giudizio presentata a New York in cui si fanno i nomi di Berlusconi, del segretario generale dell’ONU, di esponenti della Guardia di Finanza, del World Economic Forum. La P2, i Templari, gli Illuminati e il Vaticano in 111 pagine che fanno tremare.

David Wilcook è un personaggio singolare, tipica espressione delle culture alternative nordamericane degli ultimi decenni. Docente a contratto, film-maker e ricercatore di storia antica, esperto di “consciousness science” e di nuovi paradigmi dell’energia e della materia, ha una sua bizzarra teoria: sostiene l’esistenza di un Cosmo Divino, in base al quale tutta la vita sulla terra è unita in un “campo di coscienza” che influirebbe sulla mente di tutto il genere umano. Comunque la si pensi, il suo libro, Source Field Investigation, nel quale espone le sue tesi, è un best seller negli USA ed attualmente occupa il 18° posto della classifica redatta dal New York Times ed alcune delle teorie esposte nel libro non potranno non affascinare i lettori della migliore Science Fiction.

Secondo la teoria del Cosmo Divino: le leggi che governano la formazione della vita sulla terra governano anche il comportamento della materia nel cosmo; il genere umano è compreso nel disegno della nostra galassia ed è un pezzo (bit) dell’intero universo; in passato altri esseri umani, molto più sviluppati di noi (la prova starebbe nelle maggiori dimensioni dei loro teschi), hanno colonizzato la terra ai tempi di Atlantide; questi esseri sarebbero tutti scomparsi a causa di una guerra nucleare tra colonie rivali che ha distrutto tutto; i sopravvissuti hanno costruito le piramidi in Egitto per rimettere in asse la terra con l’universo; gli architetti delle piramidi erano a conoscenza del ciclo naturale di ogni pianeta abitato attraverso tutto un processo che interessa i quanti ed il loro movimento nello spazio ed erano consapevoli del fatto che le percezioni extrasensoriali sono attivate da questo ciclo naturale; questi esseri erano a conoscenza che il ciclo naturale di questa galassia di pianeti abitati avrebbe un punto terminale, misurabile in 25,920 anni per ogni pianeta; etc.

Insomma, a quanto pare gli extraterrestri saremmo proprio noi e la prova dell’esistenza di questa “scienza”, posseduta sin dall’antichità, troverebbe riscontro in decine di miti conosciuti fin dall’origine delle scritture. Ovviamente chi vuole approfondire questi argomenti può visitare il suo sito e magari acquistare il libro.

Il motivo per cui David Wilcook (non) è balzato alle cronache italiane invece è un altro e non sembra affatto una teoria strampalata, motivo per cui merita un tributo di riconoscenza. Il 16 dicembre la pagina Facebook ufficiale di di #Anonymous, ha pubblicato un link che rimandava a Divine Cosmos, relativo ad un atto di citazione presentato a New York da Mr. Neil Keenan per un episodio clamoroso accaduto al confine tra la Svizzera e l’Italia, il 3 giugno 2009. Di questo episodio esiste anche una pagina su Wikipedia che fornisce anche un (breve) elenco di articoli pubblicati sull’argomento.

In sintesi: la Sezione Operativa Territoriale di Chiasso, Canton Ticino, in collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, il 3 giugno del 2009 fermò, durante un controllo di routine, due cittadini giapponesi che stavano tentando di entrare in territorio Svizzero con una valigia fornita di doppio fondo, nella quale furono rinvenuti titoli del tesoro degli Stati Uniti d’America per un ammontare di 134.5 miliardi di dollari (sic): 249 Bond del valore di 500 milioni di dollari cadauno, più 10 “Kennedy Bond” del valore di 1 miliardo di dollari l’uno.

I due giapponesi, Mr.Yamaguchi e Mr.Watanabe, stranamente non furono arrestati, in quanto non “avevano violato nessuna legge”, benchè i titoli, i loro computer ed i cellulari, furono messi sotto sequestro. Non risulta essere stata mai effettuata una trattativa nè una richiesta ufficiale di informazioni sui titoli tra l’Italia e la Federal Reserve. I due giapponesi sono poi stati condannati in 1°grado dalla Procura di Como, a tre anni di reclusione. Ironia della sorte il valore dei titoli sequestrati corrispondeva esattamente a quanto dichiarato rimanente, il 30 marzo dello stesso anno, dal Governo degli USA per il TARP, il Trouble Asset Relief, una delle principali misure intraprese per fronteggiare la crisi dei Subprime.

Il 18 giugno del 2009, il Financial Times pubblicò un articolo nel quale veniva riportato che, in base a fonti della CIA, i titoli non erano autentici ma sarebbero stati contraffatti ad opera della mafia. Nell’atto di citazione di Keenan si apprende, invece, che l’Italia avrebbe tentato di restituire i titoli alla Cina, previa una penale del valore del 40% dei beni sequestrati. La trattativa si sarebbe fermata quando il governo cinese ha richiesto come contropartita il pagamento dei debiti dell’Italia.

La notizia della più grande operazione antiriciclaggio mai effettuata nella storia è poi sparita completamente dai media, fino alla pubblicazione sul sito di Wilcook di un Complaint (atto di citazione, querela), risalente allo scorso 23 novembre 2011, pubblicato anche su internet grazie ad una sacrosanta tradizione anglosassone, depositato presso il U.S. District Court di New York, presentato da Neil Keenan in qualità di agente della (non meglio specificata) “Dragon Family“, in realtà una organizzazione segreta che opera tra la Cina e Taiwan, presieduta dal Generale Haan.

In mezzo a tanti cittadini stranieri, tra gli altri spiccano i nomi di: SILVIO BERLUSCONI; DANIELE DAL BOSCO in rappresentanza del Office of Internationa Treasury Control (“OITC”); RAY C. DAM, in qualità di Presidente del OITC; DAVID A. C SALE, membro del consiglio di gabinetto del OITC, le Nazioni Unite (ONU); BAN KI-MOON, in qualità di segretario dell’ONU; l’ambasciatore CESARE MARIA RAGAGLINI; l’ambasciatore presso la sede delle Nazioni Unite a New York; LAURA MIRACHIAN; la Guardia di Finanza; il World Economic Forum (“WEF”); GIANCARLO BRUNO, in qualità di capo della Banking Industry del WEF, e vari altri “cospiratori“.

L’atto di citazione, in 111 pagine, ricostruisce parzialmente l’origine di un ammontare così enorme di titoli di stato, e confermerebbe la loro autenticità, ma merita di essere letto integralmente per le importanti informazioni storiche che contiene, grazie alle quali è possibile ricostruire alcune vicende cruciali del ‘900.

Nel Complaint si legge infatti che i bond sarebbero tutti di proprietà della Dragon Family ed erano destinati a non meglio specificate opere “umanitarie”. In base alle informazioni in possesso di Keenan, si legge, l’origine di questa enorme ricchezza risalirebbe ad un periodo tra il 1927 ed il 1938, durante l’occupazione giapponese della Cina.

Gli USA, previo un accordo con il governo della Cina Nazionalista, il Kuomintang, presero possesso di 50 milioni di once di argento, oltre ad un vasto ammontare di lingotti d’oro, per evitare che i giapponesi ne venissero in possesso a loro volta. A titolo di garanzia gli Stati Uniti emisero dei certificati del credito che sostennero occultamente il Kuomintang per tutta la sua esistenza, anche durante la guerra civile e la guerra nel Burma.

In seguito alla promulgazione, nel 1934, del Gold Reserve Act, la legge che determinava che tutti i titoli emessi negli USA dovessero essere garantiti in oro dal Dipartimento del Tesoro, e che fissò il Gold Standard Exchange, ovvero per ogni dollaro emesso in titoli e certificati doveva esistere un equivalente aureo depositato presso United States Bullion Depository, tutto l’ammontare dell’oro “straniero” esistente negli USA fu collocato a Fort Knox, compreso quello della Dragon Family, la quale non lo ha mai riscattato.

Gli interessi cumulati furono rimessi in Kennedy Bond, serie Z (1 mld di $ l’uno), nel 1968. Alla data del 20 aprile 2009, la Dragon Family ha stimato il totale valore di questi titoli, con gli interessi maturati dal 1934, in 968 miliardi di dollari.

La serie Z dei Kennedy bond fu emessa nel 1968, dopo la morte di J.F.Kennedy, in base ad un atto siglato l’11 novembre del 1963 tra JFK ed il presidente dell’Indonesia Soekarno, per sostenere lo sviluppo indonesiano e dell’intera regione asiatica. Soekarno fu deposto nel 1967 ed il programma fu poi smantellato.

L’esistenza di questo ammontare d’oro sarebbe documentata dall’UBS (Unione delle Banche Svizzere), registrata dalla Banca Centrale Svizzera e presso la Bank for International Settlements, attraverso la quale risulterebbe vincolato a formare gli IPRA (Institutional Parent Registration Accounts) del sistema di pagamenti e garanzie internazionali della Federal Reserve.

Keenan, cittadino americano attualmente residente in Bulgaria, firmatario della querela, dichiara di essere stato raggirato in modo fraudolento da una cospirazione finalizzata all’esproprio, l’occultamento e la conversione di tutto l’ammontare dei titoli di proprietà della Dragon Family, con una procedura che ha il sapore del celeberrimo “pacco” napoletano, in cui l’architetto sarebbe stato Silvio Berlusconi, ed in cui un ruolo preminente sarebbe stato assunto da Dal Bosco e dalla Guardia di Finanza. Dal Bosco in particolare è accusato di aver promesso, previo un accordo sottoscritto, il trasferimento dei titoli in un programma delle Nazioni Unite creato ad hoc, lo “UN Sovereign Program”, protetto dall’immunità diplomatica garantita anche dall’Italia.

Dal Bosco, in particolare, è accusato di aver prefezionato l’accordo con l’OITC, di cui era a conoscenza anche il presidente Dam, e Sale, in forza del quale l’italiano era diventato il custode degli “Strumenti Finanziari” della Dragon Family. Benchè l’OITC dichiari nei documenti di essere “Sovereign Entity in its own right, as instituted by the Nations of the World and as provided for under The Treaty of Paris 1886”, nell’atto di citazione viene accusata da Keenan di non disporre di un UN Charter Code, inoltre la Federal Reserve sembrerebbe avere smentito di avere mai avuto relazioni con questa organizzazione.

Keenan accusa inoltre la Guardia di Finanza, per aver “rubato” (“stolen”) altri strumenti finanziari della Dragon Family depositati nella Banca Commerciale di Lugano, ed in altre banche Svizzere, ottenendone benefici fraudolenti. Nel corso del 2008 (si legge a pag. 77), un brasiliano, Carlo Alfredo Nascimento da Silva, tentò di acquisire la Banca Commerciale di Lugano, con un piano che avrebbe avuto forte sostegno da parte di Silvio Berlusconi, Dal Bosco, dall’ex colonnello della GdF Maurizio Fanelli e dal giudice Luigi Manzione, finalizzato ad entrare in possesso dei depositi di bond della Dragon Family.

Keenan, si legge nel Complaint (pag. 40) avrebbe conosciuto Dal Bosco tramite un personaggio, Leo Zagami, che si sarebbe presentato a lui sostenendo di essere un 33° grado della massoneria, appartenente alla Loggia di Montecarlo (l’elite della ex P2) oltre che membro dell’ordine dei Cavalieri Templari, con importanti contatti con gli Illuminati del Vaticano e con altre società segrete europee ed asiatiche. Il contatto avvenne dopo l’incidente di Chiasso e Zagami si offrì di creare le condizioni con la Guardia di Finanza per risolvere il problema. Zagami si è prodigato per mettere in contatto, successivamente, Keenan con Dal Bosco, definendolo non solo un suo Financial Advisor ma anche del Vaticano, nonché tesoriere della Loggia P2 e della Loggia di Monte Carlo.

Articolo originale pubblicato su Agoravox

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