A Dark Pool

Laura Knight (1877-1970), “A Dark Pool”

 

…voi siete vicini al mare e ascoltate le onde. Voi ascoltate il mare e sentite il rumore di un’onda, e ho un’ appercezione: distinguo un’onda. E Leibniz dice: voi non sentireste l’onda se non aveste avuto prima una piccola percezione inconscia del rumore di ogni goccia d’acqua che scivola l’una in rapporto all’altra, e che fanno l’oggetto delle piccole percezioni. C’e’ il rumore di tutte le gocce d’acqua, e voi avete la vostra piccola zona di chiarezza, cogliete chiaramente e distintamente una risultante parziale di questo infinito di gocce, di questo infinito del rumore, e ne fate il vostro piccolo mondo, la vostra proprietà. (G. Deleuze, Seminario su Leibniz, 15 aprile 1980)

Se disprezzano, temono e tirannizzano le bestie, è perchè una bestia è nascosta in loro e si sono inventati, per domarla, uno Spirito chiamato a governare il corpo ed il mondo.

Non attribuiscono la loro superiorità sugli animali all’arte di spingere più avanti la libertà naturale, ad una scienza dell’armonia che li sbarazzerebbe di questo terrore, tanto universalmente presente tra le bestie, di essere o mangiati o affamati. No, ciò che li distingue dai loro “fratelli inferiori” dipende da una misteriosa sostanza, da uno Spirito.

Privati di un tale privilegio l’orso, il cane, il ratto lavatore cadono nella disgrazia di dover cercare la loro pietanza vagando per savane, foreste e strade; gli uomini, invece, avendolo ereditato dagli dei, godono non della felicità ma dell’oro, simbolo di una superiorità che permette di ottenere tutto.

L’onore così conferito da una potenza sottile e volatile li convince a trattare come delle vere bestie allo stato bruto coloro che si trovano ad un livello inferiore nella gerarchia dello spirito. Chiamamo dunque asini calzati e vestiti, montoni arrabbiati, porci o macachi le mandrie senz’anima di contadini, di proletari, di colonizzati, sottomessi al giogo di un pastore, re, prete, generale o burocrate. Lo stesso discredito ingloba, del resto, gli improduttivi, donne e bambini incessantemente indotti in tentazione dai demoni della lussuria e del divertimento.

La valutazione secondo lo spirito, che situa l’uomo al di sopra della donna e l’uomo bestiale al di sotto dell’uomo essenziale, agisce allo stesso modo di una società per azioni i cui dividendi siano pagati in risentimenti e vessazioni. Il principio, per quanto monarchico fosse in origine, conviene pure alla democrazia. Nessuno è in effetti così rozzo, così sommario, così sprovvisto di beni e di potenza da non prevalersi nella sua “qualità” di uomo per battere la sua donna, picchiare il gatto, malmenare immigrati e bambini. Chi vuol fare l’angelo ha bisogno di una bestia.

Quale ammirevole giustizia nella cascata di disprezzo che si riversa da un individuo sull’altro, dal capo supremo fino alla cloaca dell’animalità dove vengono evacuati, sotto il segno del capro espiatorio, i sensi di colpa, le paure, le impotenze di coloro che si atteggiano a signori della creazione.

(Tratto da:Raoul Vaneigem, Ai ViventiL’orrore della bestia rimossa.)

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