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Archivio mensile:febbraio 2012

The Black Spider, Lev Yashin, Soviet Union’s goalkeeper between 1963 and 1968

“The joy of seeing Yuri Gagarin flying in space is only superseded by the joy of a good penalty save.” Lev Yashin

With a record of 150 penalties saved in his career, Yashin was the only goalkeeper in history to win  the Ballon d’Or. The Soviet national phenomenon, since the dawn of the metaphysics of the telescreened spectacle of sporting events, managed to become the symbol of a football made of silent and mysterious heroes, emblem of the eternal struggle between Good and Evil, whose roles, depending on the ideological approaches of western viewers, were often overturned, succeeding in a deed in which failed even Lenin and Bernstein.

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‘When a thing has history in it. Listen. One of those two Zippo lighters was in Franklin D. Roosevelt’s pocket when he was assassinated. And one wasn’t. One has historicity, a hell of a lot of it. As much as any object ever had. And one has nothing …. You can’t tell which is which. There’s no “mystical plasmic presence”, no “aura” around it.’ (From: The Man in the High Castle)

Pubblicato nel 1962, durante il periodo in cui la presidenza di J.F.Kennedy si stava misurando nella crisi dei Missili a Cuba con l’Unione Sovietica, i personaggi dell’ucronia “The Man in the High Castle” (Tradotto in italiano con il titolo: “La Svastica sul Sole”) si muovono in un mondo rovesciato nel quale le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale, con gli Stati Uniti occupati, spartiti e colonizzati dai tedeschi e dai giapponesi.

Ambientato tra i “Pacific States of America” (la costa americana del pacifico), sotto il controllo nipponico, e la “Rocky Buffer Zone” (l’area delle montagne rocciose), Philip Dick, in una intervista pubblicata su Vertex nel 1974, dichiarò di aver utilizzato gli esagrammi I Ching fin dal 1961 come dispositivo per tracciare il racconto, come giunzioni per rompere la cronotopìa di tipo lineare del romanzo, strutturata in due linee tendenziali, di durata temporale differente.

L’ambiguità nell’interpretazione degli oracoli lascia aperta la possibilità che possano essere interpretati dai personaggi anche per le altri parti del romanzo, un procedimento onirico che apre più che alla realtà ad un altro sogno, o incubo.

Ad agire come in un gioco di specchi sull’intera struttura temporale capovolta di “The Man in the High Castle” , The Grasshopper Lies Heavy (Tradotto in italiano: “La cavalletta non si alzerà più” titolo ispirato all’Ecclesiaste 12:5), un romanzo (semi-clandestino) nel romanzo, oggetto di culto dei personaggi del racconto principale. Nel The Grasshopper Lies Heavy l’ambientazione è quella di un mondo in cui la seconda guerra mondiale è stata invece vinta dagli americani, nel 1947, con una procedura di ricostruzione storica nella quale Philip Dick mette alla prova i processi culturali e le mitologie attraverso le quali è stata costruita l’identità nazionale americana.

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Even writings had to appear, to the preletterate populations of the American continent, as a mean of superhuman communication, as a sign of power, almost divine.
When emerge a new communication technology, thanks to the creation of new media for the transmission of information, new communicative forms in extension and for the processing model of the information become possible; as a result there are new processes of techno-communicative transition during which mythologies, imaginary, interpretative models, projective models and methods are shocked and called into question, subjected to a twist and distorted, causing disturbances of the individual minds and in communicative interaction.

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Anche la scrittura dovette apparire, alle popolazioni preletterate del continente americano, come un mezzo di comunicazione sovraumano, come il segno di una potenza quasi divina. Quando emerge una nuova tecnologia di comunicazione, grazie alla creazione di nuovi supporti per la trasmissione di informazione, divengono possibili forme comunicative nuove per estensione e per modalità di elaborazione dell’informazione; di conseguenza emergono dei nuovi processi di transizione tecnocomunicativa nel corso dei quali mitologie, immaginari, modelli interpretativi e modelli proiettivi sono sconvolti e rimessi in questione, sottoposti ad una torsione e una deformazione che provoca disturbi nella mente individuale e nell’interazione comunicativa. In queste transizioni accade qualcosa che non riguarda soltanto la comunicazione, ma interessa anche l’attività cognitiva, la mente stessa, intesa come processo di percezione, elaborazione e proiezione di mondi.

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L’Imperatore Qin Shi Huang (秦始皇, 260-210 a.C.)

…Oltre alle divinità campestri e al loro culto che ci occupa tutto l’anno in modo tanto bello e vario, il nostro pensiero va soltanto all’imperatore. Ma non all’imperatore attuale; o piuttosto, andrebbe all’imperatore attuale se l’avessimo conosciuto o se sapessimo qualcosa di preciso intorno a lui. Ci siamo sempre sforzati – è l’unica curiosità che sentiamo – di apprendere qualcosa, ma incredibile a dirsi, non ci siamo mai riusciti; non dal pellegrino, che pure attraversa tante terre, non nei paesi vicini, non nei lontani, non dai navigatori, che non navigano soltanto sui nostri fiumicelli, ma anche sui fiumi sacri. Si sentivano dire tante cose, ma non se ne poteva ricavare nulla.

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