La legge del calcolo di probabilità secondo Rosencrantz e Guildestern

Guildestern tira fuori una moneta dal borsello e la lancia a Rosencrantz, che la esamina

ROSENCRANTZ: Testa. (mette la moneta nel proprio borsello. L’azione viene ripetuta da Guildestern) Testa. (di nuovo) Testa. (di nuovo) Testa.

GUILDESTERN: (lanciando una moneta) Ci vuole altro per creare suspense.

ROSENCRANTZ: Testa.

GUILDESTERN: (lanciandone un’altra) Ma talvolta basta la fortuna.

ROSENCRANTZ: Testa.

GUILDESTERN: Se è questa la parola che inseguo.

ROSENCRANTZ: (alza la testa verso Guildestern) Settantasei a zero (Guildestern si alza ma non sa dove andare. Lancia un’altra moneta alle sue spalle senza guardare, mentre la sua attenzione è attratta dall’ambiente circostante o dall’assenza di esso.) Testa.

GUILDESTERN: Un uomo più debole potrebbe essere portato a riesaminare la sua fede, se non altro quella nella legge del calcolo delle probabilità. (Lancia una moneta alle sue spalle)

ROSENCRANTZ: Testa.

Guidestern va ad ispezionare i tre lati della scena, intanto lancia due monete, una dietro l’altra. Rosencrantz annuncia “Testa” per ciascuna di esse.

GUILDESTERN: (meditabondo) La legge del calcolo di probabilità, è stato assurdamente asserito, è qualcosa che ha a che fare con il fatto che se sei scimmie (…è compiaciuto di sé stesso) se sei scimmie fossero…

ROSENCRANTZ: Ci staresti?

GUILDESTERN: Con loro?

ROSENCRANTZ: Con me!

GUILDESTERN: (ha capito) Ci sto. (lancia una moneta) La legge della media, se ben ricordo, dimostra che se sei scimmie fossero lanciate in aria abbastanza a lungo ricadrebbero a terra sulla loro coda all’incirca altrettante volte che sulla loro…

ROSENCRANTZ: Testa. (raccoglie la moneta)

GUILDESTERN: Persino un osservatore distratto vedrebbe subito che è una teoria poco redditizia, in tutti i sensi, e anche senza le scimmie. Voglio dire che non ci scommetteresti. Dico, io potrei, ma tu no….(lancia una moneta)

ROSENCRANTZ: Testa.

GUILDESTERN: Lo faresti? (lancia una moneta)

ROSENCRANTZ: Testa. (ripete il lancio) Testa. (guarda Guildestern…ride imbarazzato) Sta diventando noioso, non trovi?

GUILDESTERN: (freddamente) Noioso?

ROSENCRANTZ: Beh…

GUILDESTERN: E la suspense?

ROSENCRANTZ: (innocentemente) Che suspense?

GUILDESTERN: Sarà la legge della diminuzione dei profitti…ma sento che l’incantesimo sta per rompersi. (con movimenti più energici, estrae una moneta, la lancia in alto, la riafferra al volo girandola sul dorso della mano, la studia…e la tira a Rosencrantz. La sua energia sembra affievolirsi ed egli si siede) Eppure le probabilità erano pari…se i miei calcoli sono esatti.

ROSENCRANTZ: Ottantacinque di fila…battuto il record!

GUILDESTERN: Non dire assurdità.

ROSENCRANTZ: E senza alcuno sforzo!

GUILDESTERN: (con rabbia) Si tratta di questo, dunque? Tutto qui?

ROSENCRANTZ: Cosa?

GUILDESTERN: Un nuovo record? Non sei disposto ad andare oltre?

ROSENCRANTZ: Beh…

GUILDESTERN: Nessuna domanda? Neanche una perplessità?

ROSENCRANTZ: Le hai lanciate tu stesso.

GUILDESTERN: Neanche l’ombra di un dubbio?

ROSENCRANTZ: (risentito, aggressivo) Insomma, io ho vinto…si o no?

GUILDESTERN: (gli si rivolge con più calma) E se tu avessi perso? Se fossero tornate giù contro di te ottantacinque volte, una dopo l’altra, proprio come ora?

ROSENCRANTZ: (scioccamente) Ottantacinque volte di fila? Croce?

GUILDESTERN: Si! Cosa penseresti?

ROSENCRANTZ: (dubbioso) Beh…(scherzoso) Beh…tanto per cominciare darei una buona occhiata alle tue monete.

GUILDESTERN: (pacato) Questo mi conforta. Almeno possiamo ancora considerare l’interesse personale un fattore imprevedibile…Penso che sia l’ultima cosa a venire meno. La tua capacità di fiducia mi aveva fatto ipotizzare che forse…tu solo….(improvvisamente aggressivo, allunga una mano) Tocca. Giochiamo a testa o croce da…Non è certo la prima volta che tu ed io lanciamo monete per aria!

ROSENCRANTZ: Oh no…giochiamo da una vita.

GUILDESTERN: Cioè da quanto tempo?

ROSENCRANTZ: Non ricordo. Ti rendi conto…ottantacinque volte!

GUILDESTERN: Si?

ROSENCRANTZ: Prima o poi perderò, immagino.

GUILDESTERN: E’ questo quello che tu immagini? Proprio questo? Non hai alcuna paura?

ROSENCRANTZ: Paura?

GUILDESTERN: (furioso…scaglia una moneta per terra) Paura! La crepa che potrebbe inondare il tuo cervello di luce!

ROSENCRANTZ: (guarda la moneta) Testa.

(Tratto da Rosencrantz e Guildestern sono morti, di Tom Stoppard)

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2 commenti
  1. EOwle ha detto:

    interessante il tuo blog, l’ho salvato per leggerlo con calma.

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