Il Neu-Romance(R) di William Gibson

#_Per evocare un demone devi imparare il suo nome. Un tempo gli uomini l’hanno sognato, ma adesso è vero in modo diverso. Tu lo sai bene, Case. E’ il tuo mestiere quello di apprendere i nomi dei programmi, i lunghi nomi formali, i nomi che i proprietari cercano di nascondere. I nomi veri…

– Un codice di Turing non è il tuo nome.

-Neuromante – disse il ragazzo, socchiudendo i lunghi occhi grigi per proteggerli dal sole che stava sorgendo. – Il sentiero che porta alla terra dei morti. Dove ti trovi tu (…) Neuro, dai nervi, i sentieri d’argento. Neu…romante. Negromante. Io evoco i morti. (…) Io sono i morti, e la loro terra._/Neuromante, Pag. 243

#_What is used in a machine, is in fact an element in the machine_/Norbert Wiener

Plot essenziale

Primo romanzo di William Gibson, pubblicato per la prima volta dalla Ace Book di New York nel 1984, la distopia di Neuromante (Neuromancer, nel titolo originale), diventata in pochi anni la voce di una nascente generazione influenzata dall’uso dei primi computer domestici, dalle droghe e dalle subculture urbane punk e post-punk, è il libro radice che diede inizio al Cyberpunk, un genere di Science Fiction negli anni a seguire eletto a pieno titolo nell’accademia del romanzo postmoderno.

Nella complessa trama di Neuromante (per linee essenziali), il protagonista, Henry Dorsett Case, è un hacker illegale, tossicodipendente, tra i più apprezzati dello Sprawl, l’immenso ambiente urbanizzato che si estende lungo tutta la costa orientale degli Stati Uniti. Sorpreso a rubare informazioni della società per cui lavorava e privato della possibilità di accedere alla Matrice (Matrix nel testo originale), il  “paradiso del Cyberspazio”, a causa di una micotossina creata dai sovietici ed immessa nel suo sistema nervoso, Case, che vive il rapporto con il suo corpo come un’entità aliena, una prigione di carne, in cui il soggetto è “prigioniero del cranio” (Neuromante, Pag.33), si trova da un anno nella città giapponese di Chiba City, famosa per la medicina abusiva delle sue Dark Clinics, cliniche clandestine specializzate in innesti, giunzioni neurali e microbionica, alla ricerca disperata di una cura a buon mercato per eliminare il “virus”.

Dopo una controversa relazione con una tossicodipendente di Chiba City, Linda Lee, che morirà poco dopo l’inizio del racconto, all’origine di una serie di eventi che si chiuderanno solo nelle ultime pagine del libro, Case incontra una “razorgirl”, Molly Millions, incaricata da un certo Armitage di ingaggiare l’hacker per un piano le cui vere finalità sono ignote anche a Molly. Per assicurarsi la sua lealtà, Armitage, dopo aver fatto ripulire l’organismo di Case dal virus, reimpiazzando gli organi danneggiati e lavando il sangue, fa collocare delle sacche biodegradabili di veleno nel corpo di Case, con la promessa di rimuoverle solo a missione completata.

Tra Molly e Case nasce presto un’intesa che li porterà ad indagare sul passato di Armitage, la cui identità precedente era quella dell’ex colonnello dei Berretti Verdi, Willis Corto, ferito gravemente durante un’operazione segreta chiamata “Screaming Fist”, una cospirazione il cui obiettivo era la distruzione del sistema informatico sovietico. Durante l’operazione dietro le linee nemiche, la squadra di Nightwing ultraleggeri comandata da Willis Corto venne attaccata dai sovietici, informati precedentemente dell’operazione, che riuscirono a respingere l’attacco utilizzando l’EMP (ElettroMagneticPulse), un’arma elettromagnetica che, detonata ad una certa altitudine, causa la distruzione dei circuiti elettrici delle difese nemiche. L’intera squadra venne così annientata dai cannoni laser sovietici. Willis Corto impadronitosi di un elicottero russo fu obbligato alla ritirata verso il confine con la Finlandia. Il fallimento dell’operazione causò lo smantellamento della CIA, e Corto, unico superstite venne costretto ad una lunga riabilitazione psico-fisica, scomparendo nell’underwold criminale.

In Neuromante, la personalità di Armitage ha occupato quella di Willis Corto, controlla la missione di Case e Molly, e si disintegrerà lentamente nel corso della narrazione.

#_Nota: Arpanet, l’antenato della rete Internet, fu creato dai militari americani proprio per ovviare al rischio di interruzione delle linee di comunicazione, causato da armi elettromagnetiche o nucleari. _

La prima missione che Armitage assegna a Case consiste nel rubare un modulo ROM (Read Only Memory, memoria a sola lettura) in cui è stata salvata l’identità di un hacker free-lance, il leggendario cow-boy da console, McCoy Pauley (“The Dixie Flatline”), custodito nel quartier generale della Sense/Net, una potente Media-Corporation. Tramite un diversivo creato da una street-gang chiamate le Pantere Moderne (un chiaro omaggio a John Shirley, cantante di una punk band dal nome Modern Panthers), una variante modernizzata degli “Scienziati”, il cui nome è chiaramente ispirato alle Black Panthers, Molly e Case riescono ad entrare nell’edificio ed a rubare il ROM con l’identità di Dixie.

Le Pantere Moderne sono un gruppo dedito ad atti casuali di surreale violenza, “mercenari, burloni, tecnofeticisti nichilisti”, infiltrano i bunker dell’informazione del network semiotico della Sense/Net, iniettando nella Matrice nuovi livelli di allucinazione in grado di replicarsi automaticamente,  ma non sono una formazione terroristica:

#_C’è sempre un punto in cui il terrorista cessa di manipolare la Gestalt dei media. Un punto oltre il quale la violenza potrebbe benissimo aumentare, ma oltre il quale il terrorista è diventato sintomatico della stessa Gestalt dei media. Il terrorismo, come solitamente lo concepiamo noi, è correlato ai media in modo congenito. Le Pantere Moderne differiscono dagli altri terroristi proprio nel loro livello di consapevolezza, nella loro coscienza della misura in cui i media dissociano l’atto terroristico dall’originario intento sociopolitico… _/Neuromante_Pag. 60 

Case e Molly successivamente, su ordine di Armitage, si recano tra i vicoli di una Istanbul piovosa ed arcaica dove, con l’aiuto di un armeno doppiogiochista, agente della polizia segreta e torturatore di dissidenti, vanno alla ricerca di Peter Riviera, un artista ladro e tossico, abile nel realizzare illusioni olografiche con sofisticate apparecchiature cibernetiche.

Successivamente Molly, Case, Armitage e Peter Riviera volano a Parigi da cui, tramite uno shuttle della Japan Air Lines, raggiungono Zion, una comunità Rastafarian fondata da cinque operai che hanno deciso di non tornare sulla terra, dopo aver partecipato ai lavori fondativi di una stazione orbitale, situata nei pressi di Freeside, una sorta di Ginevra spaziale, un paradiso fiscale dove si trovano le sedi off-shore di società finanziarie. A Zion, la crew fa la conoscenza di Maelcum, un zionita pilota di un rimorchiatore, il Marcus Garvey, dal nome di un sindacalista e scrittore giamaicano che predicava il ritorno dei neri in Africa. Case, collegandosi alla Matrice del sistema bancario situato a Berna, incontra InvernoMuto (WinterMute nel testo originale), una Intelligenza Artificiale creata dalla potente famiglia Tessier-Ashpool, i cui membri passano periodi di inattività in preservazione crionica in un ambiente situato in orbita, allestito come una Las Vegas orbitante, chiamato Villa Straylight.

InvernoMuto è la vera l’identità che si nasconde dietro la personalità di Armitage, ricostruita artificialmente ed occupata in base ad un programma “computer-mediated-psychotherapy” da InvernoMuto stesso, a sua volta metà di una super Intelligenza Artificiale, Neuromante, con la quale sta cercando di congiungersi. Entrambie le IA sono state create dalla Tessier Ashpool. InvernoMuto sta perseguendo il suo obiettivo, tessendo una vera e propria tela di ragno, all’insaputa della Tessier Ashpool, in aperta violazione del Turing Law Code il codice che regola la programmazione delle IA, vietando che possano congiungersi tra di loro. InvernoMuto ha bisogno di unirsi con Neuromante per evolversi in una entità superiore, ed ha coinvolto Case a sua insaputa, nascondendosi dietro l’identità di Armitage, fin dall’inizio, per realizzare questo obiettivo. Case viene incaricato quindi di perforare la barriera (il Firewall) software del Turing usando un programma ICEbreaker (ICE sta per Intrusion Countermeasures Electronics, Contromisure per Incursioni Elettroniche). Nello stesso tempo Peter Riviera deve ottenere la password da Lady 3Jane Marie-France Tessier Ashpool, un clone, figlia del leader della Tessier Ashpool. La password è situata in un Terminal  Computer collocato a Villa Straylight, e Riviera, su ordine di InvernoMuto, deve entrare simultanemante a Case, altrimenti l’ICE del Turing rimarrà intatto.

Le cose però non vanno come dovrebbero. Il team di Armitage attira l’attenzione della Polizia del Turing, Molly e Riviera vengono arrestati appena entrano a Villa Straylight, altri tre agenti prendono Case. InvernoMuto, manipolando il sistema di sicurezza e mantenimento di Villa Straylight, uccide i tre agentri alla sicurezza, consentendo a Case di scappare. La personalità di Armitage comincia così a disintegrarsi ritornando all’identità del colonello Willis Corto, che avrà vita breve per la decisione di InvernoMuto di sopprimerlo.

Nel finale, Invernomuto riesce a fondersi con l’IA di Neuromante ed a trasformarsi in una entità superiore.

#_Non sono InvernoMuto.- Allora cosa sei? – (…) – Io sono la Matrice, Case.- (…) – E questo dove ti porta? – – Da nessuna parte. Dappertutto. Sono la somma del totale dei ruoli, insomma l’intero circo. _/Neuromante, pag. 265

Intermezzo

#_…il libro anticulturale può ancora essere attraversato da una cultura troppo pesante: oppure ne farà un uso attivo di dimenticanza e di memoria, di sottosviluppo e non di progresso da sviluppare, di nomadismo e non di sedentarietà, di carta e non di calco. RIZOMATICA=POP/ANALISI, anche se il popolo ha altro da fare che leggere, anche se i blocchi di cultura accademica o di pseudoscientificità restano troppo asfissianti o pesanti. Perchè la scienza sarebbe completamente folle, se la si lasciasse fare, guardate la matematica, non è una scienza, ma un gergo prodigioso e nomadico. Anche e soprattutto nel campo teorico, una qualsiasi impalcatura precaria e pragmatica vale più del calco dei concetti, con i loro tagli e i loro progressi che non cambiano niente. La rottura impercettibile piuttosto che il taglio significante. I nomadi hanno inventato la macchina da guerra contro l’apparato di Stato. La storia non ha mai compreso il nomadismo, il libro non ha mai compreso il fuori. Nel corso di una lunga Storia, lo Stato è servito come modello del Libro e del pensiero: il logos, il filosofo-Re, la trascendenza dell’Idea, l’interiorità del concetto, la repubblica degli spiriti, il tribunale della ragione, i funzionari del pensiero, l’uomo legislatore soggetto. Pretesa dello Stato di essere l’immagine interiorizzata di un ordine del Mondo, e di radicare l’uomo. Ma il rapporto di una Macchina da guerra con il fuori non è un altro “modello”, è un concatenamento che fa diventare il pensiero stesso nomade, il libro un pezzo per tutte le macchine mobili, uno stelo per un rizoma._/Mille Piani, Capitalismo e Schizofrenia, G.Deleuze-F.Guattari, pag. 69

#_C’è qualcosa di sbagliato nell’Information Society. C’è qualcosa di sbagliato nell’idea che l’informazione sia una comodità, come un tavolo o una sedia._/Bruce Sterling, da: Dichiarazione di principio

Modern Japan was simply Cyberpunk (W. Gibson)

#_Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto_/Neuromante, pag. 1

Le ambientazioni post-industriali nel primo e travolgente capitolo di Neuromante, tra piogge acide ed atmosfere cupe, avvolgono i personaggi nel “darwinismo sociale” dei sobborghi della baia di Tokyo, tra bar malfamati, nel frastuono delle sale giochi, tra espatriati, sarariman, pusher, tossici e “working girls”, e propone fin dall’inizio, tra i temi del romanzo, il riflesso della forte carica evocativa che aveva il Giappone negli anni ’80. Riecheggiano scene di Blade Runner di Ridley Scott, nella cui distopia, il pianeta, diventato invivibile e sovraffollato, è abitato solo da una umanità degradata e da androidi, mentre le oligarchie si sono trasferite nelle colonie extramondo.

#_…la folla di Ninsei era una folla di stranieri. Gruppi di marinai saliti dal porto, solitari turisti dall’aria tesa in caccia di piaceri che nessuna guida elencava, gorilla dello Sprawl che mettevano in mostra innesti o impianti, e una dozzina di specie diverse di trafficanti, tutti che sciamavano per le strade in una danza di desiderio e raggiri. C’erano innumerevoli teorie per spiegare come mai Chiba City tollerasse l’enclave di Ninsei, ma Case propendeva per l’idea che la Yakuza conservasse quel luogo come una specie di parco a tema storico, per ricordare le sue umili origini, ma trovava anche un certo buon senso nell’ipotesi che le tecnologie fiorenti richiedessero zone al di là della legge, che Night City non fosse lì per i suoi abitanti, ma in realtà fosse un campetto da gioco volutamente incontrollato, destinato alla tecnologia stessa._/Neuromante, pag. 13

Dopo decenni di emarginazione dall’immaginario collettivo americano, in seguito al secondo conflitto mondiale, nel corso degli anni ’80, quando le multinazionali giapponesi iniziarono a contendere aggressivamente quote di mercato alle aziende americane, con prodotti altamente tecnologici, l’impatto sulla cultura popolare degli USA proiettò l’immagine di un Giappone estremamente moderno e tecnologico. Nell’impianto di Neuromante, il potere è caratterizzato dalle Zaibatsu, termine che designava le famiglie industriali e finanziarie del Giappone degli inizi del ‘900 e dalla Yakuza, la versione giapponese della Mafia. Un giacimento di temi, tra arcaicità e modernità, fonte di ispirazione per Gibson per proporre un mondo nel quale l’economia è governata dalle oligarchie delle multinazionali che sovrastano gli Stati stessi. In Neuromante la sovranità statale è relegata al ruolo di macchina astratta, apparato di Stato deterritorializzato, regime di segni destinato solo alle funzioni militari e di controllo poliziesco. La forma Stato si fa forma d’interiorità nelle innovazioni industriali, nelle innovazioni tecnologiche, in tutti i flussi e le correnti che non si lasciano appropriare dal controllo, se non secondariamente.

#_Il potere, nel mondo di Case , significava il potere delle grandi imprese. Le Zaibatsu, le multinazionali che plasmavano il corso della storia umana, avevano trasceso le antiche barriere. Dal punto di vista degli organismi, avevano raggiunto una specie di immortalità. Non si poteva uccidere una Zaibatsu assassinando una dozzina di dirigenti che occupavano i posti chiave, ce n’erano altri che aspettavano di salire la scala, di occupare i posti rimasti liberi, di avere accesso alle banche di memoria della grande compagnia, ma la Tessier- Ashpool non era così e Case ne intuiva la diferenza nella morte del suo fondatore. La Tessier-Ashpool era qualcosa di atavico, un clan. (…) Ma le Zaibatsu, o la Yakuza, non erano forse ancora più simili ad alveari dotati di memorie cibernetiche, enormi organismi singoli, con il loro DNA codificato nel silicio? (…) Case aveva sempre dato per scontato che i veri capi, il fulcro di un’azienda, sarebbero stati qualcosa di più e nello stesso tempo di meno della semplice gente._/Neuromante, Pag. 203

Appunti di Schizoanalisi e Nomadologia breve…

Il Cyberspazio, in Neuromante, è lo spazio aperto in cui si distribuiscono le cose-flussi, non più spazio chiuso (o aperto) in cui si distribuiscono cose lineari e solide, inseparabili dall’ordine delle metamorfosi, generazioni e creazioni della scienza stessa. Lo Stato è una proiezione di una macchina da guerra, fuori dall’ordine delle ragioni di Stato, che diventa il solo principio che distingue tra soggetti ribelli e consenzienti. Lo Stato si manifesta esclusivamente nella forma degli sbarramenti che regolano il movimento dei soggetti e degli oggetti, sulle forme di cattura dei flussi, merci, persone, capitali, informazioni e difese informatiche, sui filtri imposti alla fluidità delle masse.

#_Case, il cow-boy del cyberspazio di Neuromante, si muove nel territorio fluido e sconfinato delle reti informatiche con il solo ausilio di dermi a contatto della pelle che gli permettono di interfacciarsi con il computer per  via neurale. La sua abilità non comporta l’uso di ordigni che deformino il corpo, la sua protesi è semplicemente un’amplificazione della coscienza. Sin dalla nascita il cyberpunk ipotizzava l’esistenza di un territorio fatto di  intangibilità. Intravedeva tra le potenzialità delle tecnologie elettroniche quella di confezionare un habitat per l’essere pensante svincolandolo dai gravami e dai limiti di quello fisico. Non era molto distante dalle proposte spirituali della religione o da quelle più prosaiche della biologia dei celenterati, non c’era realmente nessuna intuizione che andasse al di là della storia del mondo. La rivoluzione non era rappresentata nemmeno dal superamento delle barriere fisiche perché le droghe psicoacceleratrici potevano già farlo efficacemente. La novità concreta stava nella possibilità di portare con sé tutta la propria identità, di non rinunciare neanche a un pezzetto della propria memoria mentre si era in comunione con quella di tutti._/Dalla prefazione di Daniele Brolli a Isole nella Rete, di Bruce Sterling

Le tribù nomadi che popolano il romanzo non si muovono fisicamente, sono in grado di apparire in un punto qualunque della dimensione spaziale parallela della Realtà Virtuale. Ogni volta che si compie una operazione di indisciplina nel Cyberspazio, la fortezza statale astratta è obbligata a opporre ostacoli, a striare lo spazio, contro tutto ciò che può oltrepassarne i limiti.

#_Le mode spazzavano la gioventù dello Sprawl alla velocità della luce, intere sottoculture potevano nascere in una notte, prosperare per una decina di settimane e poi scomparire del tutto._ /Neuromante, Pag. 60

Sul piano dell’ambientazione, Gibson, con Neuromante, si distacca nettamente dalla SF tradizionale, con la creazione della realtà parallela della Matrice, la proiezione dei personaggi nei viaggi psichici dei Simulacri del reale, il cui primo incontro, nel primo capitolo, avviene in una forma onirica che suggerisce una somiglianza con l’Interzona di William Burroughs, quando il protagonista Case, sotto effetto di droghe, non ancora in grado di connettersi al Cyberspazio, mentre cammina per strada, ha un flashback della Matrice:

#_Provò una fitta d’esultanza, gli ottagoni e l’adrenalina si mischiarono con qualcos’altro. “Te la stai godendo” pensò. “Sei pazzo”. Perchè in maniera strana ed approssimativa era simile ad una corsa nella Matrice. Bastava logorarsi un po’, trovarsi coinvolti in qualche casino disperato ma stranamente arbitrario, e allora era possibile vedere Ninsei come un campo di dati, un po’ come la matrice un tempo gli aveva ricordato i legami proteici delle singole specializzazioni cellulari. Allora potevi buttarti e planare, alla deriva, ad alta velocità, completamente coinvolto ma del tutto separato, e tutt’intorno a te la danza degli affari, delle informazioni che interagivano, dati che diventavano carne nei labirinti del mercato clandestino._/Neuromante, Pag.19

L’Interzona viene nominata esplicitamente in un altro passaggio:

#_La stanza era grande. (…) Le pareti spoglie, nessuna finestra, una singola uscita di sicurezza in acciaio dipinto di bianco. Gli interni di una fabbrica. Lui conosceva quel tipo di locale, quel tipo di edificio: gli inquilini erano gente che operava nell’Interzona in cui l’arte non era del tutto un crimine, e un crimine non del tutto un’arte._/Neuromante, Pag. 46

In Neuromante i simulacri robotici passano da un universo di leggi naturali ad un universo di forze e tensioni di forze, alla fantasmagoria del codice, del controllo cibernetico mediante modelli. Il digitale è il suo principio metafisico, al limite dello sterminio delle referenze simboliche e delle finalità, nell’intersezione di altri segnali la cui struttura è quella di un codice molecolare del comando. La finalità va oltre l’evoluzione dialettica, è fin dall’inizio iscritta nel codice, iscritta in una natura biologica, come il DNA. Il controllo sociale mediante il fine è sostituito dal controllo sociale mediante la previsione, la simulazione, l’anticipazione programmatrice, la mutazione indeterminata ma governata dal codice. E’ il trionfo del Dio binario di Leibniz, dell’unità dell’Essere Supremo, l’immagine della creazione che sgorga dal sistema binario di zero e uno, nella contemplazione impossibile delle immagini che frammentano le percezioni in sequenze, in stimoli, in cui non vi è risposta se non istantanea, “si” o “no”, vero o falso, 0 o 1. Il Codice diventa la grande festa della partecipazione, fatta di miriadi di stimoli, di test miniaturizzati, di domande/risposte divisibili all’infinito, di immaginario del contatto, di mimetismo sensoriale, misticismo tattile; magnetizzati in un campo luminoso, uno spazio dinamico virtuale. Gli automi spirituali del romanzo sono proiettati come simulacri nell’armonia programmata di un mondo compossibile:

#_Ma tutto mi spinge a pensare che la città esiste fuori dai punti di vista. Ma nella mia storia di mondo espresso, nella maniera in cui siamo partiti, il mondo non ha nessuna esistenza al di fuori del punto di vista che lo esprime – il mondo non esiste in se. Il mondo, e’ unicamente l’espresso comune di tutte le sostanze individuali, ma l’espresso non esiste al di fuori di ciò che lo esprime. Il mondo non esiste in se, il mondo, esso e’ unicamente l’espresso. Il mondo intero e’ contenuto in ogni nozione individuale, ma non esiste se non in quest’inclusione. Non ha esistenza al di fuori_/G. Deleuze, Seminario su Leibniz, Vincennes, 15 aprile 1980

Trionfo della concezione moderna del potere prodottasi con la Controriforma, i Simulacri nascono nel Rinascimento, nel concetto di obbedienza mentale dei gesuiti, con l’ambizione demiurgica di esorcizzare la sostanza naturale delle cose per sostituirla con la sostanza sintetica, la contraffazione ideale del mondo che si esprime nella sottomissione dell’uomo alla macchina dell’organizzazione, alla sostanza universale, combinatoria di tutte le sostanze. La concezione di un essere artificiale, sottomesso alla tecnologia ed alla tecnocrazia, alla tecnica, all’effetto del simulacro, come l’automa che partecipa al gioco teatrale, o il robot di Karel Čapek, gli automi operai dell’opera teatrale R.U.R, in cui la macchina è l’equivalente dell’uomo che viene annesso come equivalente nell’unità di un processo operativo.

#_L’automa non ha altra destinazione che quella di essere incessantemente messo a confronto con l’uomo vivente – intende essere più naturale di lui, di cui è la figura ideale. Doppio perfetto dell’uomo persino nella scioltezza dei gesti, persino nel funzionamento degli organi e della sua intelligenza – fino a rasentare l’angoscia che ci sarebbe da accorgersi che non c’è nessuna differenza…_/J.Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, Pag. 65

Gli elementi della realtà del romanzo costituiscono una molteplicità inseparabile dal potenziale o dal virtuale, in cui gli essenti non assomigliano a nulla più essenziale di loro, niente altro che modi, produzione vivente dell’Uno. Sono produzione immanente dell’Uno, rappresentato efficacemente dalla totalità della Matrice, non immagini governate dalla somiglianza. L’Idea, totalità virtuale, si forma come struttura, mimesi fantastica, simulacro del reale, i cui simulatori sono copie senza modello che si oppongono all’attuale lungo le linee che li connettono,  determinati dalle connessioni che non lasciano sussistere nessuna indipendenza “(…) connessioni ideali, non localizzate, sia che caratterizzino la molteplicità globalmente, sia che procedano per giustapposizione di contiguità” (G.Deleuze, Differenza e ripetizione, pag. 237)

Il possibile di Neuromante è assolutamente reale e corrisponde ad un processo di attualizzazione, “il Virtuale ha la realtà di un compito da adempiere, come di un problema da risolvere, ed è il problema che orienta, condiziona e genera le soluzioni, ma queste non somigliano alle condizioni del problema” (G.Deleuze, Differenza e ripetizione, pag. 274). I processi dinamici creano le forme in uno spatium metastabile, teatro di ogni metamorfosi, in cui il virtuale non si oppone al reale ma solo formalmente all’attuale, il quale si dispiega in sé stesso come matassa di virtualità, potenza di avvento dei propri simulacri,  in un movimento di virtualizzazione che sposta il centro ontologico del soggetto nello spazio inattuale della rete. Il Simulacro, lungi dall’essere un nuovo fondamento, assicura  quindi un “universale crollo (effondrement), come evento positivo e gioioso, come sfondamento (effondement) (…) Il simulacro non è una copia degradata, esso racchiude una potenza positiva che nega sia l’originale che la copia, sia il modello sia la riproduzione (…) Come fondamento dell’oggetto, il virtuale non deve essere pensato a prescindere dall’oggetto stesso. Se l’attuale consiste nell’attualizzazione e se l’attualizzazione è il processo del virtuale, bisogna accettare la conseguenza un po’ strana che segue: ‘Il virtuale va anche definito come parte dell’oggetto reale – come se l’oggetto avesse una sua parte nel virtuale e vi si immergesse come in una dimensione oggettiva’.(cit. tratta da Alain Badiou, Deleuze, pag.49-59)

#_I simulacri non sono che giochi di segni, implicano rapporti sociali e un potere sociale_/J.Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, Pag. 63

Corpi di carne ed innesti bionici, i personaggi di Neuromante si muovono tra colonie orbitali e bassifondi suburbani, tra decadenza sociale e corruzione, in cui le relazioni sociali sono presentate come inesistenti e predatorie, ambienti dai quali fuggire, in una visione onirica e negativa di quello che il futuro della Information Society può diventare.

#_Nel non-spazio della Matrice, l’interno del costrutto di certi dati possedeva illimitate dimensioni soggettive._/Neuromante, Pag. 66

I Computer si esprimono in forme multimediali, come il computer della nave stellare Enterprise, della prima serie televisiva di Star Trek. Il “concetto” di Cyberspazio di Gibson ricorda le atmosfere di Tron, film culto del 1982, diretto da Steve Lisberger. La realtà virtuale del Cyberspazio è un’estensione dell’esperienza umana nel tempo e nello spazio e fa sì che i dati vengano convertiti in immagini olografiche e percezioni sensoriali.

#_…un’allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali, in ogni nazione, da bambini a cui vengono insegnati i concetti della matematica…Una rappresentazione grafica di dati ricavati dalle memorie di ogni computer del sistema umano. Impensabile complessità. Linee di luce disposte nel non-spazio della mente, ammassi e costellazioni di dati. Come le luci di una città, che si allontanano…_/Neuromante, Pag. 54

Cyberspazio e Matrice hanno le loro origini nei primi videogiochi, nei primi programmi di grafica e negli esperimenti militari. La Matrice è però, a differenza del Cyberspazio, il vero centro della rete, uno spazio virtuale molto pericoloso, al quale si accede solo con un sistema di collegamento superiore, il Simstim, che trasforma l’interazione in una esperienza reale, nella quale si può anche perdere la vita, motivo principale per cui troviamo Case, all’inizio del romanzo, alla ricerca disperata del modo per poter tornare sulla rete.

Futuro prossimo. Reale e virtuale. La realtà di Neuromante è una macchina paranoica, incarnazione delle macchine desideranti, un sistema disciplinare in cui gli individui sono monadi assoggettate ad un asservimento macchinico, parti di macchine informatiche, sotto il controllo di un uno-tutto superiore, il sistema delle Intelligenze Artificiali creato dalle Zaibatsu. In Neuromante le macchine produttrici e desideranti sono ovunque, macchine schizofreniche che producono l’ambiente esterno e interno, nelle quali Case, vive schizofrenicamente la natura stessa come un processo di produzione, dove non ci sono sfere o circuiti indipendenti, dove la produzione è immediatamente consumo e registrazione, dove tutto è produzione. Il capitale, in Neuromante, svolge un ruolo che si estende a tutta la produzione, come corpo pieno per formare la superficie di registrazione.

#_Man mano che il plusvalore relativo si sviluppa nel sistema specificamente capitalistico e la produttività sociale del lavoro aumenta, le forze produttive e le connessioni sociali del lavoro sembrano staccarsi dal processo produttivo e passare dal lavoro al capitale. Il capitale diviene così un essere misterioso, poiché tutte le forze produttive sembrano nascere nel suo seno e appartenergli._/Carl Marx, Il Capitale, Libro III, cap. XXV

Concatenamento di flussi semiotici, flussi materiali sociali e psichici, lo sviluppo dell’universo-mondo del romanzo si muove tra due piani distinti, due flussi, dei quali quello principale è proprio lo spazio fisico-chimico striato del Cyberspazio/Matrice, attraversato dalle linee astratte delle autostrade informatiche, che collegano tra loro macchine desideranti, differenze individuanti, essenti molteplici e differenti, simulacri di corpi che, come membra disjuncta, disgiunti e divergenti, sono connessi direttamente al loro sistema nervoso centrale tramite dermatrodi con un network globale, un dataspace in realtà virtuale, con un Corpo senza Organi che si ripiega sulla produzione desiderante fortemente attratta nella Matrice.

#_Armitage è piatto senza sentimenti, ‘L’aveva sempre immaginato come un graduale e volontario adattamento della macchina, del sistema, dell’organismo madre._/Neuromante, Pag. 203

Il Cyberspazio è il piano di consistenza generale, il campo di rappresentazione al cui interno i personaggi si muovono come molteplicità d’immanenza, in un movimento di deterritorializzazione generalizzato, un nomadismo vissuto come desoggettivazione, (non)spazio di flussi di coscienza tagliati dalle connessioni macchiniche,

#_Ovunque sono macchine, per niente metaforicamente: macchine di macchine, coi loro accoppiamenti, colle loro connessioni. Una macchina organo è innestata su una macchina sorgente: l’una emette un flusso, che l’altra interrompe. (…) Una macchina organo per una macchina energia, sempre flussi e interruzioni._/ G.Deleuze-F. Guattari, L’anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia, Pag. 3_

Spazio rizomatico che non si lascia riportare né all’uno, né al molteplice, il Cyberspazio/Matrice è un sistema a-centrato, non gerarchico, definito unicamente dalla circolazione di stati. Non ha né inizio né fine, costituisce molteplicità lineari, mette in pratica metamorfosi, procede per variazione, espansione, conquista, cattura, iniezione. E’ un’anti-genealogia. E’ una memoria corta o un’anti-memoria.

#_Per te la memoria è olografica (…) Io sono diverso. (…) Il paradigma olografico è quanto di meglio abbiate elaborato per rappresentare la memoria umana. Ma non avete mai fatto niente in proposito. La gente voglio dire (…) Le menti non vengono lette. Vedi, tu hai ancora i paradigmi che l’imprinting ti ha dato, eppure stai muovendo i primi passi. Io posso accedere alla tua memoria, ma non è la tua mente, non è la stessa cosa.#_/Neuromante, Pag. 170

I tagli che operano le macchine desideranti di Neuromante non sono affatto una separazione dalla realtà, sono in rapporto con un flusso materiale (hyle), operano tagli se innestati su un’altra macchina, diventando esse stesse flussi che operano produzione di flussi.

#_Non c’è da una parte una produzione sociale di realtà e dall’altra una produzione desiderante di fantasma (…) In verità, la produzione sociale è unicamente la produzione desiderante stessa in condizioni determinate. Noi diciamo che il campo sociale è immediatamente percorso dal desiderio, che ne è il prodotto storicamente determinato e che la libido non ha bisogno di alcuna mediazione o sublimazione, di alcuna operazione psichica, di alcuna trasformazione per investire le forze produttive ed i rapporti di produzione. Non c’è che desiderio e socialità, e nient’altro._/G.Deleuze-F. Guattari, L’anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia, Pag. 31-32_

La legge di produzione del mondo di Neuromante produce soggettività senza identità residua o personale, percorre il corpo senza organi senza spezzarne l’indifferenza, essendo parte a cui toccano gli stacchi di catena e i prelievi di flussi operati dalla macchina. Il taglio soggettivo diventa quindi una parte che spetta al soggetto come parte, un reddito che spetta al soggetto come resto. Sintesi che producono divisioni e funzioni di deterritorializzazione, come operazioni di linee di fuga dal reale.

L’asservimento macchinico al Cyberspazio rende i personaggi del romanzo parte della macchina stessa, la quale agisce sulla dimensione molecolare, preindividuale, sugli affetti, le sensazioni, i desideri; mobilitando e modulando le componenti preindividuali della soggettività, assorbita nel dispositivo. Individuo e macchina si situano sullo stesso piano, concatenando organi, funzioni e forze dell’uomo con organi, funzioni ed organi della macchina, trasformando gli uni e gli altri in una serie.

#_Una qualunque cosa singola, cioè qualsiasi cosa finita che abbia una esistenza determinata, non può esistere nè essere determinata a operare se non è determinata ad esistere e a operare da un’altra causa anch’essa finita e dotata di un’esistenza determinata: a sua volta questa causa non può esistere né essere determinata a operare se non è determinata ad esistere e a operare da un’altra causa, anch’essa finita e dotata di una esistenza determinata,e così via all’infinito._/Baruch Spinoza, Etica, parte I, PP XXVIII

Così come per Spinoza ogni modo singolare e finito esiste e agisce in quanto sia determinato da un altro singolare e finito, poichè il corpo non può esistere nè agire se non in quanto determinato da altri corpi, in quanto la mente non ha idea del corpo, nè di sè stessa, se non mediante le affezioni  che il corpo, di cui è mente, riceve da altri corpi; allo stesso modo il principio di ogni tecnologia è quello di mostrare che un elemento tecnico rimane astratto ed indeterminato finchè non lo si riconduce al concatenamento che lo presuppone.

Il tramite dei concatenamenti di Neuromante, il phylum, è selezionato dalle macchine astratte, insiemi di materie-funzioni che ignorano le forme e le sostanze e che scrivono sul filo del reale una materia non ancora formata. Le macchine astratte rinviano ad altre macchine astratte perchè sono inevitabilmente politiche, economiche, scientifiche, artistiche, ecologiche, cosmiche, percettive, affettive, attive, pensanti, fisiche e semiotiche. Sono Macchine da guerra che assumono l’obiettivo della guerra quando si lasciano adattare dall’apparato di Stato, unica forza in grado far loro perdere la potenza della metafmofosi. Le macchine astratte hanno però il potere di aprire o chiudere i concatenamenti, effettuare i tagli: una macchina di parole d’ordine surcodifica il linguaggio, una macchina di viseità surcodifica il corpo, una macchina d’asservimento surcodifica ed assiomatizza la terra. Le Macchine compensano le deterritorializzazioni con le riterritorializzazioni. Creano nuovi universi, movimenti assoluti. Surcodificano lo spazio e creano le linee di fuga. La vera posta in gioco in Neuromante.

#_InvernoMuto aveva vinto. In qualche modo si era fuso con Neuromante ed era diventato qualcos’altro, qualcosa che aveva parlato dalla testa di platino, spiegando di avere alterato le registrazioni del Turing, cancellato qualunque prova del loro crimine_/Neuromante, Pag. 264

Sullo stesso autore anche:

“La notte che bruciammo Chrome”, di William Gibson

Pattern Recognition. L’Accademia dei Sogni di William Gibson

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