…un dipinto controverso, il primo sindaco afro-americano di Chicago e una polemica in versi di Jack Hirschman…

David Nelson, Mirth & Girth, 1988

La storia di una controversia  su un dipinto, raccontata attraverso la poesia di Jack Hirschman, dietro la quale emerge il carattere politico delle battaglie per i diritti civili a Chicago, la città dove è nato e cresciuto politicamente il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

#_David Nelson, irriverente artista (ex)ragazzino, finito in mezzo ad una guerra

Pochi mesi dopo la morte di Harold Washington, primo sindaco nero della storia di Chicago, deceduto durante il suo mandato, nel novembre del 1987,  David Nelson, un giovane studente dell’Art Institute of Chicago, un bianco, realizzò il ritratto dell’ex primo cittadino, uno dei simboli delle lotte per i diritti civili delle minoranze americane, raffigurandolo nudo con reggiseno e mutandine da donna.

Intervistato sul Chicago Sun-Times, David Nelson dichiarò di aver dipinto Mirth & Girth (un titolo ispirato probabilmente al nome di una organizzazione di gay extra-large), in mutande, nel corso di una notte in risposta alla “deificazione” della figura del popolare sindaco afro-americano appena scomparso. Il dipinto diventò il pretesto per uno scandalo, alimentato dalle voci sulla presunta omosessualità di Harold Washington, fatte circolare artatamente da un consigliere di opposizione, Edward Vrdoljak, da sempre suo acerrimo nemico.

Il dipinto, esposto l’11 maggio del 1988 in una esibizione privata, all’interno dell’Istituto d’Arte, provocò nei giorni successivi un violento dibattito sulla stampa e nel Chicago City Council, durante il quale un consigliere, Bobby Rush, pose ai voti una risoluzione nella quale si chiedeva il taglio dei contributi comunali all’istituto, almeno finché il dipinto non venisse rimosso ed il direttore non chiedesse pubblicamente scusa alla città per l’offesa recata alla memoria di Harold Washington. Nella risoluzione si faceva riferimento a presunte “dementi e patologiche capacità mentali” di David Nelson, un ragazzo che però non risulta abbia mai sofferto di nessuna patologia psichiatrica. Dopo l’approvazione della risoluzione, la stessa fu consegnata personalmente al direttore dell’istituto d’arte da un gruppo di consiglieri comunali, i quali intendevano procedere loro stessi alla rimozione del dipinto.

David Nelson ed un gruppo di studenti dell’istituto si opposero, ne nacque così un drammatico confronto con i consiglieri comunali. Il consigliere Edward Jones, intenzionato ad andare fino in fondo alla vicenda, arrivò ad esibire una pistola. Il dipinto, rimosso e deposto a terra, fu poi rimesso al suo posto dagli studenti, appena il consigliere Jones andò via. A questo punto intervennero altri tre consiglieri comunali, Allan, Streeter e Rush, i quali presero il dipinto e lo consegnarono al direttore al quale ingiunsero di affidarne la custodia alla polizia in quanto l’opera costituiva una evidente incitazione a disordini razziali. I consiglieri e la polizia dovettero trattenere a stento la consigliera Dorothy Tillman, che invece intendeva bruciare il dipinto nell’ufficio del direttore dell’istituto.

La querelle finì sui principali media mainstream degli USA, con immagini che mostravano i consiglieri che portavano via il dipinto, accompagnati dalla polizia e seguiti dai cori degli studenti che gridavano “Comunisti!”, “Fascisti!”, “Palestinesi!”.

Durante tutta la controversia, dall’esposizione del dipinto in poi, si registratrono ben 17 allarmi bomba (falsi) nell’istituto d’Arte. La vicenda si trascinò poi nelle aule giudiziarie, con l’intervento dell’organizzazione no-profit American Civil Liberties Union (ACLU) a difesa del giovane artista, e si concluse definitivamente nel settembre del 1994 con l’accordo in cui il Comune di Chicago accettava di pagare a David Nelson ed all’ACLU $95.000 per il danno al dipinto e per aver fatto intervenire la polizia per la rimozione di materiale protetto dal Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

#_Harold Washington, il sindaco nero che sconfisse la “Macchina” del potere

Harold Washington, nato il 15 aprile 1922, è cresciuto nel quartiere di Bronzeville,  Chicago, epicentro della black culture dell’intero Mid-West. Dopo aver frequentato la DuSable High School, una scuola segregazionista, con lo scoppio della seconda guerra mondiale venne inviato in una unità segregata dei genieri delle forze aeree, nelle Filippine, a costruire ponti e ferrovie. Nel 1946 si iscrisse al Roosvelt College (oggi Roosvelt University), un istituto fondato a Chicago dal professor Sparling, ex docente dell’YMCA, un’istituzione nata, in polemica con l’organizzazione accademica statunitense, per consentire agli studenti che venivano esclusi dai meccanismi delle quote di ingresso di poter proseguire gli studi in città. In breve tempo l’istituto arrivò ad avere circa 4.000 studenti, il 75% dei quali appartenenti a minoranze discriminate, afro-americani, latini, ebrei, etc., l’ambiente in cui Harold Washington cominciò la sua attività politica.

Dopo aver conseguito la laurea nel 1949, e studiato alla Northwestern University School of Law di Chicago, unico studente nero della sua classe, Harold Washington entrò nei meccanismi della Chicago Democratic Machine. Il partito Democratico di Chicago, prima degli anni ’30 era diviso rigidamente, per linee etniche, tra le minoranze irlandesi, polacche, italiane, etc.

Antonin Josef Cermak un immigrato di origine ceca, riuscì a diventare leader del partito democratico di Chicago, organizzando le sue basi all’interno dei gruppi etnici, coinvolgendo la comunità nera e portandola all’interno di una sola organizzazione. Cermak, considerato il vero padre della Chicago Machine, sostenuto a livello nazionale da F.D.Roosvelt, riuscì a diventare sindaco di Chicago prima di essere assassinato, durante il suo mandato, nel 1933. Gli Afro-Americani di Chicago nel corso degli anni ’60, si organizzarono successivamente in una “sub-machine”, guidata dall’afro-americano William L. Dawson.

La capitale dell’Illinois, dal 1924 sede di una delle più importanti fabbriche di assemblaggio della Ford Motor Company,  è stata il laboratorio politico che ha visto protagoniste alcune delle figure più carismatiche della sinistra liberale americana. Tra queste, Saul David Alinsky, figlio di immigrati ebrei russi, nato nel 1909, che dedicò la sua attività politica e sociale organizzando i lavoratori a basso reddito della zona industriale di Chicago, dove fondò la Industrial Areas Foundation, sviluppando un metodo di organizzazione di comunità diventato in seguito un punto di riferimento per generazioni di operatori sociali di tutti gli Stati Uniti ed uno dei simboli del radicalismo statunitense, con la pubblicazione del libro Rules for Radicals, nel 1960

#_Chicago Democratic Machine 

La Chicago Democratic Machine (detta anche Cook County Democratic Organization), è stata una delle più potenti ed efficienti macchine politiche della storia americana, dominando la politica a Chicago e nell’Illinois dagli anni ’30. E’ una organizzazione basata su 50 Ward (reparti, circoscrizioni), e 30 Township suburbane, in ognuno dei quali si elegge un Committe-Man. A loro volta Ward e Township eleggono un loro rappresentante unico. L’organizzazione, basata tipicamente sul modello del Patronage, si occupa prevalentemente di raccolta fondi, di organizzare i forum, di promuovere la partecipazione politica, di curare le campagne, e svolge un ruolo centrale nelle operazioni di voto per le primarie, curando la registrazione degli elettori e la distribuzione ed organizzazione del materiale elettorale. I Ward’s committemen possono però ricoprire anche degli incarichi istituzionali ed avere così un effettivo potere sul Ward, o distretto, che rappresentano. In questi casi i Ward diventano delle vere e proprie connessioni tra i territori ed i consiglieri. In altri casi possono orientare gli elettori, spostando voti a favore di un candidato o un altro.

Harold Washington  iniziò la sua carriera politica nell’ambito di questa macchina, organizzando il 3d Ward, di cui faceva parte, nel congresso dei Young Democrats, con il proposito di stabilire una base politica separata dalla Democratic Machine, all’interno della quale stabilire un egemonia delle black wards. La 3d Ward, al congresso dei Young Democrats si distinse per la promozione di diverse risoluzioni a favore degli afro-americani. In seguito altre organizzazioni Black Young Democrats si coordinarono con la 3d Ward.

Nel 1960  Harold Washingto fondò la Chicago League of Negro Voters, insieme a Lemuel Bentley, Bennett Johnson ed altri. L’organizzazione fu la prima a sfidare seriamente la Chicago Machine. Bentley ottenne 60.000 voti nella città.

La lega degli elettori neri si ripresentò nel 1963. Harold Washington organizzò e pianificò la strategia, senza rischiare la perdita di sostegno da parte della Chicago Democratic Machine, anzi alimentando l’egemonia del 3d Ward.

Nel 1967 i candidati indipendenti incominciarono a ottenere risultati importanti, vincendo diversi seggi comunali grazie ai voti della comunità nera. Nel 1983 la League of Negro Voters svolse un ruolo fondamentale per l’elezione di Harold Washington a sindaco di Chicago, nella quale si registrò un aumento di più di 100.000 elettori afro-americani, latinos e elettori bianchi indipendenti.

Il voto bianco, diviso tra il sindaco uscente Jane Byrne (33%), Richard M.Daley (30%), figlio di un ex sindaco di Chicago, fu schiacciato da Harold Washington, che ottenne il 37% dei consensi, nonostante la Chicago Democratic Machine avesse sostenuto apertamente, durante le primarie, il legislator Bernard Epton. Il suo mandato di sindaco di Chicago è stato caratterizzato da una forte polarizzazione razziale in consiglio comunale, che in più di una occasione ha rigettato le proposte di riforma di H. Washington, la cui coalizione non aveva la maggioranza in consiglio, 21 voti contro 29, costringendo il sindaco afro-americano a governare con il meccanismo del “veto”, in quanto i provvedimenti potevano venire bocciati solo se l’opposizione avesse raggiunto il trentesimo voto. Harold Washington è morto d’infarto, il 25 novembre del 1987, alle 11 del mattino, mentre si trovava in ufficio. Subito dopo la sua morte furono montate delle speculazioni sulle cause del decesso, nonostante i risultati dell’autopsia non abbiano mai fornito alcun riscontro.

Eccolo dunque:

un dipinto dell’eroico sindaco nero

di Chicago da poco scomparso

in mutande da donna

in nome dell’iconoclastia artistica

e della libera espressione

e della libertà costituzionale

e dei diritti civili individuali.

Ed eccoli alla fine,

i consiglieri comunali

toglierlo dalla parete

rimuoverlo dalla mostra

in nome delle masse lavoratrici

le cui libertà costituzionali

e libera espressione

e diritti civili

sono stati soffocati, censurati,

corrotti, marginalizzati, trascurati;

e ora che i loro eroi

vengono resi kitsch,

pornografizzati, travestizzati

per riflettere la più sordida

degradante e nella razza umiliante

nazione tutto-va-bene della terra.

Be’, cosa ne dite?

Hanno sbagliato a rimuovere il dipinto

del sindaco progressista

che aveva guidato i lavoratori

verso la distruzione della putrida macchina fascista

e ora che Harold Washington è morto

vuole riaffermare

la sua disgustosa oppressione?

Ma ma ma ma ma rimuovere un dipinto!

Ma ma ma ma ma l’individualità dell’artista…

l’individualità dell’artist

l’individualità dell’arts

l’individualità dell’art

l’individualità dell’ar

Eeeeh l’artista?

E la classe?

Provoprovoprovoprovocazione è l’essenza dell’arte!

Quale provocazione signor conservatore?

Signor conservatore dell’Istituzione

Signor conservatore dell’Istituzione Sovvenzionata dalle Aziende

Signor conservatore dell’Istituzione Sovvenzionata dalle Aziende d’Elite.

Quale provocazione?

Ma ma ma ma ma e lo spazio vuoto sulla parete, la violazione dell’artista, il danno alla cultura…!

Sei tu lo spazio vuoto sulla parete, signor Conservatore,

tu la violazione dell’artista

e il danno alla cultura.

David Nelson ha dipinto Mirth & Girth

tra cento fantasie contorte 

della sordidezza della politica e della politica della sordidezza,

del terrore del sesso della Nerezza

e della Nerezza del sesso –

fantasie usate dal capitalismo

segretamente per mezzo di un’estetica razzista

per dislocare l’immaginazione con un prezzo,

per tenere artisti e lavoratori assieme

sporchi nella loro purezza

paralizzati in libertà perversa,

fuggitivi da dignità umana

e lotta politica,

stupefatti nell’affrontare vita collettiva

o azione rivoluzionaria.

Siamo partigiani, signor Conservatore Ce-l’ho-fatta,

anche tu, signor artista Tutto-Sempre-Nuovo,

siamo in guerra

con l’arte come privilegio,

con l’imbellettarsi dell’anima,

con il distorcere della verità

riguardo a chi cerca di far vedere ai lavoratori

quanto bella la realtà

della loro immaginazione come classe

in movimento veramente sia.

Applaudiamo la rimozione del dipinto?

In modo enfatico e provocatorio?

Si!

(Jack Hirschman, Il dipinto, 1992, trad. Bruno Gulli)

Licenza Creative Commons
Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia.

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