L’Occhio nella Piramide, Vol. 1 della Trilogia degli Illuminati di R.A. Wilson e R. Shea

The_Illuminatus_Trilogy

“La storia del mondo è la storia della guerra tra società segrete” (Ishmael Reed, Mumbo Jumbo)

Primo volume di una trilogia denominata “Gli Illuminati”, “L’occhio nella Piramide”, pubblicato nel 1975, è sostanzialmente un romanzo di SF, un (non-sense) shaggy-dog-joke (così definito sul Rolling Stone), satirico e postmoderno, ispirato al romanzo d’avventura nordamericano. Un viaggio acquatico, storico ed immaginario, attraverso  le principali teorie cospirazioniste che hanno influenzato le controculture lisergiche Marxiste-Lennoniste dei movimenti americani dell’era post-nixoniana.

Scritto a “quattro mani” da Robert Anton Wilson, nato nel 1932, ex giornalista di Playboy, nel periodo più libertario e politico di questa rivista, visionario, umorista, scrittore scientifico da sempre vicino alle culture underground (tra le sue opere: Strani Attrattori, Cosmic Trigger, The Illuminati Papers, Schröndiger Cat), e dal giornalista e critico sociale Robert Shea,  l’intera trilogia è narrata in prospettive di prima e terza persona, con frequenti e repentini salti temporali, oscillando tra l’incubo schizoide ed il sogno psichedelico, zigzagando tra allucinazioni e voci interiori, in un tipico delirio costitutivamente cosmico-storico in cui la libido investe tutto il campo sociale.

Definito da Timothy Leary “Più importante dell’Ulisse ed il Finnegans Wake” di J.Joyce, l’intera trilogia nel 1986 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento del premio Hall of Fame Prometheus della Libertarian Futurist Society, assegnato “ai romanzi di fantascienza sociale e politica di chiave libertaria che esplorano le possibilità di un futuro libero, sostengono i diritti umani, inclusa la libertà personale ed economica, mettono in scena il perenne conflitto tra gli individui e i governi repressivi o criticano le tragiche conseguenze dell’abuso di potere, specie da parte dello Stato”.

 La trilogia, oltre a diventare un cult in molti paesi, è da considerarsi tra i romanzi seminali che hanno dato vita, nei decenni successivi, al genere letterario della Cospiracy Fiction, al cui genere vanno ascritti best-seller mondiali come “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco, “Vineland” di Thomas Pynchon, il “Il codici da Vinci” di Dan Brown.

Tossico una volta, tossico per sempre. 

“Il Saggio Porpora aprì la bocca e mosse la lingua e così parlò loro e disse: la terra trema e i cieli si scuotono; e bestie della natura si radunano e le nazioni degli uomini si sparpagliano; i vulcani scaturiscono calore mentre altrove, l’acqua diviene ghiaccio e si scioglie; e in altri giorni piove soltanto. In verità, molte cose accadono.” (Lord Omar Khayaam Ravenhurst, K.S.C., Il libro delle prediche, in L’onesto libro della verità, in L’occhio nella Piramide)

“Non c’è nulla che possa fare per rendere le cose più facili a nessuno di noi, e dovrete accettare di essere apostrofati da una voce senza corpo, così come io accetto l’impulso di esprimermi sebbene sia dolorosamente cosciente di parlare a un pubblico invisibile, forse inesistente. I Saggi hanno considerato la terra come una tragedia, una farsa, addirittura un trucco da illusionista; ma tutti, se sono veramente saggi, e non soltanto violentatori intellettuali, ammettono che è certamente una specie di palco sul quale tutti recitiamo dei ruoli, la maggior parte di noi quasi senza regista e completamente senza prove prima dell’alzata del sipario. E’ troppo se chiedo, per il momento, che decidiamo di considerarla come un circo, un luna park itinerante che vaghi attorno al sole per una stagione record di quattro miliardi di anni e produca nuovi mostri e miracoli, burle ed errori sanguinosi, meraviglie e disastri, però mai divertendo i clienti tanto da prevenirli dall’andarsene, uno per uno, e tornare alle proprie case per un lungo e noioso sonno invernale sotto la polvere? Allora diciamo, almeno per un po’, che ho trovato un’identità come direttore di pista; ma quella corona mi sta incerta sulla testa (se ho una testa) e devo avvertirvi che la troupe è piccola per un universo di questa misura, e molti di voi devono raddoppiare o triplicare i propri numeri. Quindi potete aspettarvi di vedermi in molti altri costumi. In verità molte cose accadono. Per esempio, proprio adesso, non sono per nulla divertente o stravagante. Sono arrabbiato, sono a Nairobi, Kenya, e il mio nome è se permettere, Nkrumah Fubar. La mia pelle è nera (vi disturba? A me no) e sono, come la maggior parte di voi, a metà tra il tribalismo e la tecnologia; per dirla com’è, quale sciamano kikuyu moderatamente adattato alla vita cittadina, credo ancora alla stregoneria e non sono ancora folle al punto da negare l’evidenza dei miei sensi.” (L’occhio nella Piramide, pag. 9-10)

In una notte dell’anno “in cui finalmente immanentizzarono l’Eschaton” e in cui le potenze mondiali giunsero più vicine che mai ad una guerra nucleare, la sede di Confrontation, una rivista della sinistra newyorchese, viene distrutta da un ordigno. L’investigatore Saul Goodman ed il poliziotto Barney Muldoon, alla ricerca delle tracce di Malik, un ex militante libertario, editore della rivista, scomparso nel nulla tre giorni prima dell’attentato, trovano tra le macerie dei memorandum su un “Progetto Illuminati” indirizzati a lui, dai quali si evince che il proprietario della rivista stava raccogliendo materiale sulle morti di J.F.Kennedy, di Robert Kennedy, di Malcolm X e di Martin Luther King, ed aveva incominciato ad indagare sull’esistenza di logge segrete ed altre organizzazioni sparse per il mondo, a partire dalla setta islamica Ishmaelita fondata nel 1090, il cui fondatore Hassan-i-Sabbah (dal cui nome verrebbe la parola ḥaššāšīn, da cui hashish, che pare venisse somministrato ai soldati ed ai sicari per allontanare l’ansia)  predicava che nulla è vero, ma tutto è permesso.

Joe Malik, dopo una naturale resistenza e scetticismo, introdotto all’anarchismo libertario da un istruttore di yoga sessuale per signore, a sua volta anarchico da generazioni,  nel corso degli anni si era andato sempre più convincendo degli insegnamenti del maestro: che la rivoluzione culturale era più importante della rivoluzione politica, che Bugs Bunny avrebbe dovuto essere il simbolo degli anarchici di ogni dove, che la scoperta dell’LSD da parte di Hoffmann era una manifestazione dell’intervento diretto di Dio negli affari umani, e che dietro le morti politiche della storia americana si nascondesse una simbologia che provava l’esistenza di una cospirazione.

“Il numero 23 indica che 2 più 3 equivale a 5, la pentade all’interno della quale può essere evocato il diavolo ‘come esempio in un pentacolo oppure al palazzo del Pentagono di Washington’, mentre 2 diviso 3 equivale a 0,666, ‘il numero della Bestia, secondo quella rivelazione stonata di San Giovanni, il fatto di funghi’, che lo stesso 23 era presente esotericamente ‘a causa della cospicua assenza pubblica nella serie di numeri rappresentata dall’indirizzo della Wobbly Hall, che era 2422 North Halstead e che le date delle uccisioni di J.F.Kennedy e Lee Harvey Oswald, il 22 ed il 24 novembre, avevano pure un 23 cospicuamente assente tra di loro” (L’occhio nella Piramide, pag. 103)

“Ma al manicomio Cherry Knolls di Sunderland in Inghilterra, dove erano già le undici della mattina seguente, un paziente schizofrenico che non aveva parlato per dieci anni, improvvisamente iniziò ad esortare un infermiere: ‘Stanno tornando tutti, Hitler, Göring, Streicher, tutti quanti. E, dietro di loro, i poteri e le persone dalle altre sfere che li controllano…” (L’occhio nella Piramide, pag. 36)

I due investigatori, procedendo alla lettura dei Memorandum, vengono intrappolati nelle teorie cospirazioniste su cui stava raccogliendo elementi l’editore di Confrontation, pervenendo alla iniziale conclusione che gli Illuminati dovevano essere una organizzazione che reclutava persone attraverso varie “coperture”, facendole passare per una esperienza illuminante con la Marijuana (o un suo estratto speciale) convertendole successivamente in fanatici pronti ad usare qualsiasi mezzo per illuminare il mondo:

“Qualunque cosa gli Illuminati stessero cercando di realizzare, non era ancora stata ottenuta. Prova: se lo fosse, non starebbero ancora cospirando in segreto. Dal momento che quasi tutto era stato tentato nel corso della storia umana, trova quello che non è stato provato (almeno non su larga scala), e quella sarà la condizione verso la quale gli Illuminati stanno tentando di spostare il resto dell’umanità. Il capitalismo era stato provato. Il comunismo era stato provato. Anche la tassa singola di Harry George era stata provata, in Australia. Fascismo, feudalesimo e misticismo erano stati provati. L’anarchia non era stata provata! L’anarchia era frequentemente associata con queqli assassini. Era attraente per i liberi pensatori, quali Kropotkin e Bakunin, ma anche per gli idealisti religiosi come Tolstoj e Dorothy Day del movimento dei lavoratori cattolici. La maggioranza degli anarchici sperava, come Gioacchino da Fiore, di ridistribuire la ricchezza, ma Rebecca gli aveva parlato, una volta, di un classico della letteratura anarchica, L’io ed il suo doppio di Max Stirner, che era stato chiamato la ‘bibbia del miliardario’, poiché enfatizzava i vantaggi che l’individualismo impervio avrebbe ricevuto da una società senza stato, e Cecil Rhodes era un avventuriero, prima di essere un banchiere. Gli illuminati erano anarchici. Tutto s’incastrava: i pezzi del rompicapo scivolarono assieme senza scosse. Saul era convinto. Aveva anche torto.” (L’occhio nella Piramide, pag. 51)

Parallelamente all’indagine che verrà condotta dall’investigatore Saul Goodman, un altro personaggio, George Dorn, militante radicale e giornalista di Confrontation, viene intanto arrestato per possesso di droga e torturato psicologicamente in una prigione nella contea di Mad Dog, in Texas, dove l’editore Malik riteneva avessero il quartier generale la cospirazione degli assassini. Le allucinazioni paranoiche di Dorn, che immaginerà anche la propria esecuzione, introdurrano un ulteriore elemento di schizofrenizzazione nel racconto, moltiplicando i personaggi narranti e confondendo il lettore sulla lettura dei piani di realtà. La prigione in cui è rinchiuso il giornalista verrà assaltata poi dai un gruppo di libertari di ispirazione discordiana, in guerra contro gli Illuminati, i quali, dopo aver liberato Dorn, lo porteranno sul sottomarino dell’enigmatico Libero Hagbard Celine, genio libertario, creatore di un computer, il FUCKUP (First Universal Cybernetic Kinetic Ultramicro Processor), programmato per attuare un processo stocastico grazie al quale buttava un esagramma dell’I-Ching, una linea discontinua casuale (yin) ed un circuito casuale chiuso (yan). Il 13 marzo il modello stocastico del FUCKUP genera l’esagramma 23 dell’I-Ching, (“sgretolare”), numero infausto il cui segno viene ricondotto alla distruzione di Atlantide, essendo lo sgretolamento la fuga mentale schizoide e scismatica di una classe di politici che pretendono di governare il pianeta senza conoscerne i meccanismi profondi.

I Discordiani selezionano gli adepti in base ad una caratteristica, l’essere degli autentici esemplari di Homo Neophilus. La razza umana, secondo Hagbard Celine, non è divisa infatti tra esseri razionali ed esseri irrazionali. Tutti gli uomini sono irrazionali, ma questi si dividono in due tipi, quelli che amano le idee vecchie e odiano e temono le nuove, e quelli che disprezzano le idee vecchie e abbracciano gioiosamente le nuove. Homo Neophobus e Homo Neophilus. Neophobus è il tipo originale umano, il tipo che non è cambiato quasi per niente nei primi quattro milioni di anni della storia umana. Neophilus è la mutazione creativa che è saltata fuori ad intervalli regolari durante l’ultimo milione di anni, dando alla razza umana delle piccole spinte in avanti, come quelle che si danno ad una ruota per farla girare più velocemente.

Grazie all’incontro con Hagbard Celine, George Dorn, dopo essere stato iniziato con una cerimonia alla Legione della Discordia Dinamica, grandemente apprezzato soprattutto per la sua credulonità, viene messo subito a conoscenza dei veri nemici contro cui lottano i seguaci di Celine, ovvero gli Illuminati.  Gli Illuminati non sono altro, gli viene riferito, che un gruppo di nazisti di alto livello che non sono mai stati catturati dopo la fine del Terzo Reich, e che si sono impadroniti già del governo degli Stati Uniti d’America, e dei suoi alleati, anche se non sarebbero ancora in grado di attuare il piano segreto, ovvero trasformare il mondo in una sorta di sistema panottico globale, come nel romanzo 1984 di George Orwell. L’immanenza dell’Eschaton, una frase coniata da Eric Voeglin, come verrà rivelato successivamente nella trilogia, è un progetto segreto dell’American Medical Association, ovvero il proposito di ottenere il rilascio di energia vitale per dare vita eterna ad un numero ristretto di iniziati, la cui identità è sconosciuta, tranne quella di Adolf Hitler, attraverso un sacrificio umano di massa. Attraverso il suo sottomarino, nel primo volume della trilogia, Hagbard Celine, con il suo equipaggio, arriverà  sul fondo dell’oceano, a 20.000 leghe sotto i mari ed eoni indietro nel tempo, ad Atlantide, la città sommersa, formata da immense piramidi, nel tentativo di impedire che gli Illuminati possano saccheggiare il tempio costruito in oro massiccio di Thethys.

Gli autentici Illuminati che Hagbard mostra a George Dorn sono, come spiega, dei delfini intelligentissimi, che comunicano tra loro attraverso una sofisticatissima arte poetica, con la quale hanno memorizzato quarantamila anni di storia, “…le loro menti sono tutte d’un pezzo. Non hanno la differenziazione strutturale tra io, super-io ed id. Non c’è rimozione, sono pienamente coscienti, accettano i loro desideri più primitivi. E’ una volontà cosciente, piuttosto che una disciplina inculcata dai genitori. In loro non c’è nevrosi, né psicosi. La psicoanalisi per loro è un esercizio poetico-immaginario autobiografico, invece di un’arte guaritoria. Non esistono problemi della mente che richiedano guarigione.” (L’occhio nella Piramide, Pag. 198)

Le leggi di Celine

“E quale, precisamente, è la vostra attività, signor Celine?” Chiesi. “O dovrei chiamarti capitano Celine?”

“Certo che no. Niente stronzate di titoli d’autorità per me. Sono Libero Hagbard Celine, ma il ‘signore’ convenzionale va benissimo. Preferirei che tu mi chiamassi per nome. Diavolo, chiamami quello che ti pare. Se non mi piace ti darò un pugno sul naso. Se ci fossero più nasi sanguinanti, ci sarebbero meno guerre. Sono nel contrabbando perlopiù, con un pizzico di pirateria, per tenersi sempre all’erta. Ma solo contro gli Illuminati e le loro vittime comuniste. Vogliamo provare che nessuno stato ha diritto a regolamentare il commercio in alcun modo. Non può, quando si trova di fronte uomini liberi. La mia ciurma è tutta di volontari. Abbiamo tra noi marinai liberati che erano arruolati nelle marine d’America, Russia e Cina. Tipi eccellenti. I governi del mondo non ci prenderanno mai, perché gli uomini liberi sono sempre più intelligenti degli schiavi, qualsiasi uomo libero che lavori per un governo è uno schiavo.”

“Allora siete un gruppo di oggettivisti, praticamente? Devo avvertirti, vengo da una lunga linea di agitatori sindacali e di rossi, non mi convertirete mai a una posizione di destra.”

Celine indietreggiò come se gli avessero sventolato escrementi sotto al naso. “Oggettivisti?” pronunciò la parola come se l’avesse accusato di essere un pedofilo. “Siamo anarchici e fuorilegge, maledizione. Non l’hai ancora capito? Non abbiamo nulla a che fare con la destra, la sinistra o qualsiasi altra categoria politica da due soldi. Se lavori all’interno del sistema, arrivi a delle scelte obbligate che erano implicite nel sistema fin dall’inizio. Parli come un servo medioevale che chiede al primo agnostico se crede in Dio o nel Diavolo. Siamo fuori dalle categorie del sistema. Non riuscirai mai a capire come funziona il nostro gioco se continui a pensare nell’immaginario da terra piatta di destra e di sinistra, bene e male, su e giù.” (L’occhio nella Piramide, pag. 80)

Libero Hagbard Celine, gentiluomo anarchico, vero e proprio capitano Nemo del romanzo, che finanzia la sua guerra sul mondo terracqueo contro gli Illuminati attraverso una rete di vendita di sostanze stupefacenti (LDD, Lawless Delicacy Dealers, Venditori di Delizie Illegali), trasportate su una sontuosa Mercedes, “Sono in tutti i business illegali. Ogni volta che un governo dichiara verboten qualcosa, due gruppi si muovono per servire il mercato nero creatosi: la mafia e l’LDD.” (L’occhio nella Piramide, pag.172), è il personaggio su cui lo scrittore Wilson, in seguito, svilupperà le sue idee sulle tre leggi fondamentali che riguardano il governo degli uomini e l’interazione sociale, così come emergono in parte nel personaggio sviluppato nella trilogia degli Illuminati. Le tre leggi sono: “La sicurezza nazionale è la prima causa dell’insicurezza nazionale”, “Una comunicazione precisa avviene solo in un ambito di non punizione” (ovvero avviene tra eguali); “Un politico onesto è una calamità nazionale”. Le teorie di Wilson, basate sulle leggi di Celine, per chi voglia approfondirle, sono state pubblicate in “Prometheus Rising” e in “The Illuminati papers”.

Hopalong Horus cavalca ancora (alcuni estratti da “L’occhio nella Piramide”)

“E’ Illuminazione, una delle parole che gli hippies usavano sempre per descrivere l’esperienza che uno ottiene dalle migliori qualità d’erba.” (L’occhio nella Piramide, pag. 42)

“Non ci fu risposta. Nessun suono. Non successe nulla. Vide a metà un reticolo di pentagoni rossi, ma quella era la droga e aiutava ad identificarla, poichè i modelli geometrici erano caratteristici dell’esperienza della mescalina. Mentre ci pensava, le onde color menta apparvero davanti ai pentagoni e lo schermo gli diede un nuovo messaggio: QUANTO E’ LA DROGA? QUANTO E’ IL NOSTRO INGANNO? QUANTO E’ REALE?

Improvvisamente, Saul era a Copenhagen, su una barca da crociera, che passava davanti alla sirenetta del porto. Si girò e la guardò. ‘Questo caso puzza’, disse e, nell’aprire la bocca, un branco di pesciolini nuotò via.” (L’occhio nella Piramide, pag. 164)

“E ora un po’ di metafisica. Il principio aneristico è quello dell’Ordine, il principio eristico è quello del Disordine. In superficie, l’Universo appare (all’ignorante) essere ordinato; questa è l’Illusione Aneristica. In realtà, l’ordine che è “là” è imposto sul caos primordiale nello stesso senso in cui il nome di una persona è drappeggiato sopra l’Io reale. E’ il lavoro dello scienzato, per esempio, di implementare questo principio in maniera pratica e alcuni sono veramente brillanti. Ma a un esame più accurato, l’ordine si dissolve in disordine, il quale è l’Illusione eristica.” (L’occhio nella Piramide, pag. 55)

“…l’Universo è il dentro senza alcun fuori, il suono fatto da un occhio che si apre. In verità, non so neanche se ci sia un universo. Più probabilmente, ci sono molti multiversi, ognuno con le sue dimensioni, tempi, spazi, leggi ed eccentricità. Vaghiamo attraversando questi multiversi, tentando di convincere gli altri e noi stessi che stiamo tutti camminando in un unico universo pubblico che possiamo condividere. Perchè negare quell’assioma porta a ciò che si chiama schizofrenia. Se è così: la pelle di ogni uomo è il suo multiverso privato, proprio come la casa d’ogni uomo dovrebbe essere il suo castello. Ma tutti i multiversi stanno cercando di convergere, di creare un vero universo che finora abbiamo solo immaginato. Forse sarà spirituale, come lo zen o la telepatia, o forse sarà fisico, una grande scopata di gruppo, ma deve accadere: la creazione di un universo e il grande occhio che si apre per vedere sé stesso. Aum Shiva!” (L’occhio nella Piramide, pag. 63)

“E quando giri la banconota sul retro la prima cosa che vedi è la piramide degli Illuminati. Avrai fatto caso che dice 1776, ma il nostro governo fu fondato nel 1778. Il 1776 dovrebbe essere lì perchè è l’anno in cui venne firmata la dichiarazione d’indipendenza. La vera ragione è che il 1776 è l’anno in cui Weishaupt ridiede vita agli Illuminati. E perchè pensi la piramide abbia 72 segmenti in 13 strati? (…) 72 è il numero cabalistico del Sacro e Indicibile nome di Dio, usato in tutta la magia nera e 13 è il numero di una congrega. Ecco perchè la Volkswagen fa le fusa verso San Francisco.” (L’occhio nella Piramide, Pag. 206)

 Licenza Creative Commons

Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia.

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7 commenti
  1. Branoalcollo ha detto:

    Non conoscevo…interessante.

  2. hai una vaga idea di come reperire il libro anche in formato digitale>>>?????

    • L’intera trilogia è stata ristampata in Inglese ed è disponibile su Amazon, anche in formato Kindle. La versione in italiano è disponibile su Scribd, ma girando in rete si può trovare sia in versione cartacea (magari tra i libri usati) che in formato digitale (anche gratuitamente) 😉

  3. giuliano ha detto:

    ciao, vorrei acquistare il libro o cmq la trilogia. come faccio?
    saluti

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