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Archivio mensile:aprile 2013

pianta porto

E’ guerra di carte bollate tra petrolieri ed Autorità Portuale di Napoli. Ben cinque i ricorsi presentati contro il nuovo Piano Regolatore Portuale (PRP), e contro il “Grande Progetto” per il porto. In gioco finanziamenti per 1,3 Miliardi di euro ed il futuro della città. Interviste a Luciano Dassatti, presidente dell’ Autorità Portuale di Napoli ed Antonio Marfella, tossicologo ed oncologo, primario dell’Istituto Pascale di Napoli.

Lo sviluppo del porto di Napoli, legato fin dal dopoguerra alla presenza delle raffinerie (dismesse nel 1983) e dei depositi di idrocarburi, oli combustibili e GPL, realizzati sull’area costiera nei pressi della darsena di Levante, a partire dagli anni ’90 ha risentito notevolmente dello scontro sui nuovi indirizzi urbanistici che ne prevedono la delocalizzazione, nonché della lentezza nell’adeguamento agli standard essenziali di sicurezza, trattandosi di depositi ubicati nella “zona rossa” del Vesuvio, l’area cioè più alto rischio in caso di eruzione.

Gli elevati costi che le aziende dovrebbero fronteggiare in termini di delocalizzazione e trattamento dei residui delle sostanze tossiche per le bonifiche ambientali hanno per ora prevalso sull’interesse “generale”. Un problema, quello del rispetto delle norme urbanistiche ed ambientali, che interessa anche la poco distante centrale turbogas di Vigliena della Tirreno Power, anch’essa situata in “zona rossa” e dotata di un importante contenitore di GPL, su una linea di costa che, secondo la variante di Piano Regolatore Generale del comune di Napoli, prevede la riqualificazione della fascia litoranea del quartiere di San Giovanni, dal ponte dei Granili fino a Pietrarsa, “con la costituzione di un sistema di attrezzature di livello urbano e territoriale oltre che a servizio dell’intero quartiere, e il recupero del rapporto tra il quartiere e il mare, interrotto dalla realizzazione della linea ferroviaria costiera”. Le attrezzature previste dal PRG riguarderebbero “il settore della formazione universitaria, anche al fine di anticipare e sostenere la riqualificazione e il rilancio produttivo della zona orientale, e altre attività per i ragazzi, i giovani e, più in generale, per il tempo libero”.

In questo quadro di riqualificazione della fascia costiera, nelle linee di indirizzo per la pianificazione urbanistica del 1994 e nella “Proposta di Variante per la zona orientale di Napoli” del 1996, era prevista la trasformazione della centrale termoelettrica Enel di Vigliena, a seguito della sua dismissione, per “realizzare una struttura per lo spettacolo e il tempo libero, in particolare dedicata ai giovani e alla musica” ed il ”recupero di complessi ex industriali di valore testimoniale, e il riutilizzo, a seguito di una loro dismissione, di aree occupate da grandi strutture impiantistiche (la centrale elettrica di Vigliena, il depuratore di S.Giovanni)”. Sempre la variante al Piano Regolatore Generale, presentata nel 1999, rimasta in sospeso fino al febbraio 2001, quando venne adottata una prima volta, riadottata poi con le controdeduzioni alle osservazioni nel luglio 2003 e definitivamente approvata nel giugno 2004, vide apparire la destinazione delle aree della zona orientale ad insediamenti urbani integrati e ad attività di beni e servizi il cui carattere dovrà essere finalizzato alla riqualificazione urbanistica ed economica della città.

La variante del 2004 prevede infatti, per la zona orientale, la disincentivazione e la delocalizzazione delle grandi industrie (impianti petroliferi, Ansaldo, Fiat, Whirpool), in parte già dismesse o in via di dismissione all’approvazione del piano, puntando invece a dotare la città di attività imprenditoriali medio-piccole ad alta tecnologia ed a basso impatto ambientale, collegate ad “un grande parco di circa 170 ettari, che collega la piana agricola al mare, seguendo l’andamento del nuovo corso d’acqua che ricorda il Sebeto, e dal lungo viale che, partendo dalla nuova piazza che duplica piazza Garibaldi in corrispondenza del binario d’arrivo dell’Alta Velocità, raggiunge Ponticelli”. Il processo di riqualificazione che la variante proponeva pretende così, come condizione preliminare la delocalizzazione di tutti gli impianti petroliferi ”non solo i residui depositi, ma anche l‘attracco delle petroliere nel porto”. In mancanza della riqualificazione e della conseguente bonifica infatti “gli oleodotti continueranno a rappresentare un’ingombrante e pericolosa presenza, incompatibile con la nuova qualità degli insediamenti”. Anche le attuali infrastrutture stradali contrastano vistosamente con gli obiettivi di qualità del piano regolatore, infatti è previsto che “in accordo con il piano comunale dei trasporti, si propone una drastica semplificazione dell’attuale intricato reticolo, anche con la demolizione delle infrastrutture incompatibili con gli standard di qualità urbana perseguiti.”

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Maryam Ebtekar, Gioco, Oil on Canvas, 2012

Maryam Ebtekar, Gioco, Oil on Canvas, 2012

“Per questa ragione ottenere cento vittorie in cento battaglie non è dimostrazione di grandissima abilità. Soggiogare il nemico senza combattere rappresenta la vera vetta dell’arte militare. Perciò la strategia da seguire in guerra è in primo luogo quella di vanificare i piani del nemico, in secondo luogo di comprometterne le alleanze e poi di assalirne l’esercito; l’ultima mossa da compiere è quella di porre sotto assedio le sue città fortificate. Quest’ultima tattica deve essere adottata solo quando non si può fare altrimenti…Perciò chi eccelle nell’arte militare soggioga gli eserciti nemici senza affrontarli direttamente in combattimento, cattura le città fortificate senza doverle assalire, e distrugge gli Stati avversari senza doversi impegnare in campagne prolungate.” (Sun Tsu, L’arte della guerra ed i metodi militari)

La sequenza

Quando si seguono gli altri con piacere, di sicuro ci sono impegni. Per questo segue poi il segno ‘Operare su ciò che è stato corrotto’. Operare su ciò che è stato corrotto significa impegni.

Segni misti

Operare su ciò che è stato corrotto. In seguito c’è ordine, perché ha sublime riuscita.

Il deciso sta sopra e il cedevole e mite sta in basso, immobile: ciò che è stato corrotto.

Propizio è attraversare la grande acqua.

Prima del punto iniziale tre periodi. Dopo il punto iniziale tre periodi.

(Tratto da ‘I King‘)