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Archivio mensile:giugno 2013

Novus_ordo_seclorum

Un documento top secret pubblicato dal Guardian conferma che l’NSA, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, da anni ha accesso diretto ai sistemi di Google, Apple, Facebook ed altri giganti del web per lasorveglianza dei cittadini non americani, proprio come previsto dal programma Stellar Wind.

Chi ha letto 1984 di George Orwell ricorderà senz’altro uno dei terribili moniti del romanzo, “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”. Al Panopticom digitale in cui vivono oggi 2,405,518,376 di persone, tanti sono gli utenti di internet nel mondo, di questi solo il 33% è concentrato tra Europa e Stati Uniti, si aggiunge oggi un nuovo sistema di sorveglianza digitale, il PRISM.

Un sistema in grado di raccogliere informazioni personali sulle opinioni politiche, sui gusti, sugli orientamenti sessuali, sugli orientamenti musicali, culturali, sul consumo e quant’altro di miliardi di persone ignare.

La notizia è stata pubblicata dal Guardian, dopo che il quotidiano britannico è entrato in possesso di una presentazione Power Point con 41 slide. Il file è un documento datato nell’aprile 2013, che sembrerebbe essere stato usato per un training rivolto esclusivamente ad agenti dei servizi segreti, finalizzato alla conoscenza di un programma chiamato PRISM, il quale consentirebbe alla National Security Agency, l’organismo governativo degli USA che si occupa di sicurezza nazionale insieme a CIA ed FBI, di accedere direttamente ai server per raccogliere informazioni personali dalle email, dai trasferimenti di file, dalle chat, ed altro. Un sistema di sorveglianza civile, sia sulle comunicazioni personali “Live” che quelle stoccate sui server, nelle mani di una struttura militare. Il più vasto sistema di controllo mai conosciuto finora.

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Tim Samaras

E’ il mese di maggio 2031 e l’ecosistema del pianeta è stato irrimediabilmente alterato da decenni di effetto serra, di abbassamento del livello di CO2 e dal surriscaldamento degli oceani. Al confine tra Messico e Stati Uniti, in un’area tra il Texas e l’Oklahoma, chiamata la Tornado Alley, un gruppo di inseguitori di tempeste è alla caccia di un fenomeno disastroso mai verificatosi prima, un ciclone classificato forza F-6 che starebbe per verificarsi in base alle simulazioni matematiche sviluppate da loro. Capo carismatico dell’impresa è Jerry Mulcaney, intorno alla cui figura ruota tutta la vita del “Progetto Tempesta” e dei suoi membri, uno strano mix tra tecno-fanatici meteorologi, ex sabotatori, hacker dei fenomeni climatici ed ereditieri che inseguono i fronti temporaleschi con una carovana di mezzi e tende yurta, in completa autonomia ed indipendenza dal progetto SESAME, un dipartimento governativo di monitoraggio ambientale.

La formazione dei tornado, di cui si conosce la potenza sprigionata al grado massimo F-5, origina in ambienti fortemente instabili e caotici, caratterizzati da venti variabili in base all’altezza di masse di aria calda e umida, sovrastate da correnti fredde e secche ad una altezza di circa 1500 metri. L’aria calda a bassa quota, costretta a risalire, si raffredda ed innesca la condensazione in vapore acqueo formando dei cumulonembi. Le parti d’aria condensate si espandono e si riscaldano ulteriormente fino ad una temperatura maggiore quella dell’ambiente, risalendo a velocità elevatissime (anche 250 km orari) disponendosi nella classica forma di torre. L’aria che si raffredda quindi ridiscende avvolgendosi a vortice ai lati della torre, dando così luogo al tornado (o tromba d’aria), che si generano dal contrasto tra le correnti ascensionali e quelle discendenti dei temporali. In Atmosfera Letale, l’F-6, secondo i calcoli di Jerry Mulcaney, può originarsi con le “correnti a getto” (jet stream), le correnti polari che sovrastano l’atmosfera ad alta quota, ad 11 km di superficie, a velocità fino a 400 kmh ed a temperature fino a 55° sotto lo zero. L’ipotesi terrificante è che, a causa dell’alta instabilità dovuta al surriscaldamento globale, qualora dovesse verificarsi che la massa d’aria ascendente possa raggiungere le correnti polari, si genererebbero dei flussi d’aria discensionali di potenza dirompente, causando un evento catastrofico mai verificatosi in precedenza.

I turbini non erano esseri viventi. I turbini non possedevano volontà né desideri, non provavano gioia né dolore. Per dire tutta la verità, i tornado erano solo grossi temporali. Semplici vortici atmosferici, organizzazione naturale di aria che si spostava rapidamente, e obbedivano ciecamente alle leggi della fisica. Alcune di quelle leggi erano strane e complesse e non lineari, così il loro comportamento a volte era mutevole, ma i tornado non erano magici, né mistici, obbedivano alle leggi della natura, e Jerry comprendeva quelle leggi. Lui aveva pazientemente dimostrato il loro funzionamento, durante ore e ore di simulazione al computer.”

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