La Cronomacchina di Ian Watson

time machine

Sono le gemme dell’anima umana,
I rubini e le perle d’occhio infermo d’amore,
D’un cuore sof­ferente l’oro non calcolabile,
II  gemito del martire, il sospiro d’amante.
 
Que­sto è il suo cibo, que­sta è la bevanda;
Dà l’alimento al men­dicante e al misero
E al viaggiatore in viaggio:
È sempre aperta la sua  porta.
 
La sua pena è l’eterna loro  gioia;
E ne fanno echeggiare i tetti e i  muri…

(William Blake, Il viaggiatore mentale)

Il 1° dicembre del 1985, in uno spazio del Laboratorio Nazionale di Fisica, appare improvvisamente, espandendosi da un punto origine, un oggetto delle dimensioni di una roulotte, dalla forma di un enorme cristallo di solfuro di piombo, come una galena, un cubo-ottaedro con otto grandi facce esagonali e sei facce quadrate più piccole. Tra le facce di metallo bianco, una è un quadrato di vetro spesso, come quello dei batiscafi, un oblò apribile solo dall’interno attraverso il quale è possibile osservare l’unico passeggero di quello strano oggetto, un barbone allucinato, sporco, triste ed arruffato come un internato di una struttura manicomiale, che vaneggia e borbotta quelli che sembrano solo un’accozzaglia di suoni senza senso.

L’avvenimento investe di stupore la comunità scientifica mondiale e vengono subito elaborate alcune ipotesi. Dopo una serie di fallimentari tentativi per penetrare all’interno della macchina, uno degli scienziati, il dott. Yang, osservando il comportamento dello strano passeggero e la strana forma della struttura, simile alla galena utilizzata come semiconduttore nei rilevatori a cristallo (apparecchi in grado di trasformare la corrente alternata in corrente continua), ipotizza un’analogia con la corrente del tempo. Gli apparecchi a galena funzionano infatti allo stesso modo delle valvole elettroioniche a due elettrodi, o diodi. Oltre a rettificare il flusso di una corrente elettrica, sono anche in grado di demodulare, separano cioè le informazioni di un’onda portante modulata come gli apparecchi radio e tv. La macchina sarebbe quindi in grado di separare le informazioni, sotto forma dello stesso veicolo fisico con il suo passeggero, come un’immagine tridimensionale trasmessa a ritroso? La struttura è forse in grado di invertire il tempo da un’onda portante protesa indietro nel tempo e nello spazio?

A dirigere l’equipe di ricerca è il dott. Kelvin, il quale:

…ricordando la sua sensazione che la cronomacchina si fosse come espansa a partire da un punto, osservò che quello poteva essere il modo in cui esseri tridimensionali come noi percepirebbero un oggetto quadridimensionale che per la prima volta capitasse loro sotto gli occhi. Una sfera quadridimensionale, per esempio, apparirebbe come un punto e si dilaterebbe in una vera e propria sfera, per poi contrarsi nuovamente in un punto. Ma un cubo-ottaedro quadridimensionale? Secondo i nostri matematici, una forma del genere non potrebbe avere un esatto analogo nello spazio tridimensionale; lo potrebbe avere solo un ottaedro. E poi quale sarebbe l’utilità di una macchina del tempo quadridimensionale che si riducesse a un punto proprio nel momento in cui un passeggero volesse salire a bordo?
No, la cronomacchina non poteva essere un autentico oggetto quadridimensionale; e tuttavia passammo diverse settimane ad inserire nel computer programmi che la descrivevano come se lo fosse, convinti che il suo passeggero fosse un normale uomo tridimensionale imprigionato in una struttura quadrimensionale – e che il divario di una dimensione tra lui e il suo veicolo lo isolasse così efficacemente dal resto dell’universo che egli poteva viaggiare a ritroso nel tempo.

La CML (Cronomacchina Molto Lenta), così ribattezzata, sembra essere una macchina del tempo. Il fatto viene accertato anche dall’osservazione empirica dei comportamenti dello strano viaggiatore con il quale, per ben quattro anni, non si riesce ad instaurare nessun tipo di comunicazione efficace, finchè questi, il 24 giugno del 1989, espone un cartello recante la scritta:

STRISCIARE IN DISCESA,
SCIVOLARE IN SALITA!

Successivamente il viaggiatore espone un altro cartello con la scritta:

LA SOLITUDINE!
MA LASCIATEMI IN PACE!
IGNORATEMI FINO AL 1995!

Il viaggiatore è folle? Si chiedono gli scienziati, i quali rispondono con un cartello in cui gli domandano se stia viaggiando a ritroso nel tempo e perchè. L’enigma rimane senza risposta per tutti gli anni successivi, durante i quali l’occupante della CML viene monitorato da gruppi di neolaureati che lo sorvegliano 24 ore su 24, mentre si dedica all’ascolto della musica ed alla lettura di romanzi, come il Robinson Crusoe di Defoe, il Viaggio al centro della terra di Julius Verne, e La Peste a Londra.

L’aspetto del viaggiatore con il passare del tempo appare migliorare e ringiovanire progressivamente e, nel 1995, sembra avere un’età stimata tra i quaranta e cinquant’anni. Intanto gli scienziati incominciano a fare le prime stime sull’origine del misterioso personaggio, il quale si ritiene possa essere entrato nella CML in un periodo ipotizzabile tra il 2010 ed il 2025.

La fisica teorica e la ricerca spaziale vengono scosse dalle fondamenta con la scoperta della CML. Inizia a profilarsi l’ipotesi che il fenomeno sia stato creato con un emulsionatore di tachioni i quali, in base alla teoria della relatività speciale, sarebbero delle particelle con un quadri-impulso di tipo spaziale, che però non possono superare la velocità della luce.

I tachioni, interagendo con la materia ordinaria, violano la causalità (principio fondamentale della fisica delle particelle), di modo che non è più possibile distinguere la differenza tra futuro e passato lungo la linea degli eventi di un data quantità di materia ordinaria. Una particella può così inviare energia ed informazioni nel proprio passato, formando un loop causale. Come nel paradosso del nonno di Renè Barjavel (nel racconto Il viaggiatore imprudente, pubblicato nel 1943), in cui il nipote torna indietro nel tempo ed uccide il nonno prima che incontri sua nonna, in base alla teoria del multiverso il paradosso non entra in contraddizione con il vero, in quanto gli eventi conseguenti ad una interferenza con il passato si svolgerebbero in un universo parallelo. Ogni singola differenza “incompossibile” con il passato genererebbe così un universo parallelo. In base al principio di autoconsistenza di Novikov, il viaggio nel tempo non sarebbe impossibile, ma le conseguenze che produce sono esattamente quelle che hanno reso possibile il viaggio dal futuro al passato, mentre per la teoria della relatività generale è possibile costruire dei modelli dello spazio tempo, in cui alcune particelle viaggiano più veloci della luce, rispetto ad un osservatore distante.

Nel 1995 tuttavia, il viaggiatore della CML non rivela niente agli scienziati, e rimane nella macchina a leggere e rileggere il Robinson Crusoe di Defoe.

…che cosa può mai richiedere questa totale frattura di un singolo uomo dall’intero continuum spazio-tempo? Medicina, psichiatria, sociologia, tutte le scienze umane sono chiamate oggi ad affrontare questo problema, in ausilio della fisica e della scienza spaziale. Seduto lì dentro senza far nulla, egli sta diventando una sorta di pozzo senza fondo per tutte le scienze fisiche e sociali: un buco nero umano in cui si riversano quantità crescenti di energia senza un aumento significativo dell’orizzonte delle nostre conoscenze.

Passano altri anni mentre l’aspetto del viaggiatore diventa sempre più nobile e giovanile, e nel mondo cresce un vero e proprio culto popolare, spinto verso la commozione di questo samurai dello spazio-tempo, sorta di monaco Zen del futuro.

Via via che ci allontaniamo dalla sua iniziale pazzia quello che sempre più ci colpisce è la sua dedizione, il suo spirito di sacrificio, per una causa ancora al di là della nostra comprensione, la sua spiritualità wittgensteiniana (…) Si, è un uomo in tutto e per tutto, come non ne vedremo più l’uguale (…) Indubbiamente egli è un sant’uomo che patisce una crocifissione mentale nell’interesse di qualche grande progetto umano. (…) Egli è il pensatore di Rodin, l’Apollo del Belvedere, il David di Michelangelo, per questo nostro mondo che si avvicina alla fine del millennio (…) come se insomma egli non avesse affatto viaggiato attraverso il tempo o lo spazio quadridimensionale, ma lungo la guida d’onda della forza di volontà e dei desideri umani.

Finalmente, nel 1997, appare un altro messaggio, in cui l’occupante della CML tuttavia chiede ancora una volta di essere lasciato in pace e che non potrà spiegare niente fino al 2000.

Passano altri anni in cui non succede niente di imprevisto, fino al 2001, quando il viaggiatore torna a farsi vivo con un altro cartello in cui è scritto: “lascerò il 1985 in buone condizioni fisiche?”. Gli scienziati non possono fare altro che sostenerlo e rispondere affermativamente alla domanda. Poche settimane dopo, mentre continuano gli studi sulle equazioni probabilistiche,  un nuovo cartello del viaggiatore recita:

IO SONO LA MATRICE DELL’UOMO

L’ultimo messaggio viene letto come una conferma che l’occupante della CML sia in realtà un messaggero inviato dal futuro per salvare l’umanità dal disastro e dall’autodistruzione. Viene così ripresa l’ipotesi formulata anni prima dal dott. Yang. La matrice, essendo anche una serie di componenti per tradurre un codice in un altro, spingerebbe a ritenere che la CML sia una matrice per trasmettere attraverso lo spazio-tempo le informazioni contenute in un uomo, ovvero trasmettere un uomo attraverso la galassia:

…con il corollario che forse il nostro passeggero non è affatto lì, in carne ed ossa, e che non c’è mai stato; che stiamo semplicemente assistendo a un esperimento sulla possibilità di trasmettere un uomo attraverso la galassia, condotto su una terra futura da futuri scienziati per studiare il fattore di disintegrazione: il decadimento dell’informazione – e disegnato dallo spazio sul tempo, in modo che potesse essere osservato da noi, i loro predecessori! Così l’inizio della pazzia (cioè il decadimento dell’informazione) nel nostro passeggero, calcolato in anni dal suo punto di partenza, non sarebbe altro che il limite fisico in anni luce della distanza cui un uomo può essere trasmesso (tachionicamente?). E questo fu un brutto colpo per la scienza spaziale, perchè un’ipotesi del genere portava a ritenere che i viaggi fisici nello spazio interstellare sono impossibili, anche per la fragilità del corpo umano rispetto al bombardamento di raggi cosmici.

L’ormai anziano Yang formula quindi l’ipotesi che il vero punto di partenza del viaggiatore sia il 1° dicembre 1985, il luogo in cui la CML era giunta dovrebbe essere situato a non più di 30 o 40 anni luce di distanza.

Nel 2010 il passeggero è intorno ai trent’anni, ma non accade nulla. Passano altri anni, e nel 2015 Kelvin è costretto a chiedere altri quattro anni di proroga per la pensione, per non abbandonare il laboratorio di Fisica. Nella comunità mondiale si incomincia a temere che la regressione del viaggiatore possa arrivare fino allo stadio infantile, fino al punto in cui possa non essere in grado di comunicare il messaggio tanto atteso dall’umanità.

Lon­tano se ne va errando in lacrime,
Fin­ché non l’accolga qualcuno;
Spesso già cieco, pro­ strato dagli anni, in deso­lata  pena,
Se ne va fin­ché non gli rie­sca d’attrarre una Donzella.
 
Ed a pla­care la sua età glaciale,
La prende il pove­retto nelle braccia;
Dalla sua vista il coviglio scompare,
E l’orto insieme a tutti i cari incanti.
 
Si spar­pagliano in paese i convitati,
Poi­ché alte­randosi l’occhio altera tutto…

(William Blake, Il viaggiatore mentale)

Nel 2018 il viaggiatore ha raggiunto un’età di 19 o vent’anni, ed è ormai oggetto di delirante culto, nonostante non abbia ancora fatto pervenire il suo messaggio. Egli stesso è ormai diventato un messaggio che rappresenta con la sua stessa presenza il genere umano.

Bisognerà attendere fino 2019, per avere una risposta alla lunga e trepidante attesa che spieghi il perchè di questo misterioso fenomeno. Finalmente, il viaggiatore inizia ad esporre una sequenza di cartelli che, mostrati per intervalli di mezz’ora l’uno, contengono un lungo messaggio in cui vengono fornite le informazioni attese:

QUESTA E’ UNA CRONOMACCHINA MOLTO LENTA.

Per viaggiare nel futuro occorre prima viaggiare nel passato, accumulando un potenziale a ritroso (“Questo è strisciare in discesa”)
Non appena si è accumulato un adeguato quantum di tempo, si fa un balzo in avanti di un identico lasso di tempo “oltre” il proprio punto di partenza. (“Questo” è scivolare in salita).
Il viaggio nel futuro dura lo stesso tempo che occorrerebbe per vivere gli stessi anni nel tempo reale; tuttavia gli anni intermedi vengono anche “omessi”, e l’arrivo a destinazione avviene istantaneamente (principio della conservazione del tempo).
Quindi per superare il divario occorre strisciare in senso inverso.
Il tempo si suddivide in quanti elementari. Nessuna unità di misura può essere inferiore all’elettrone elementare indivisibile; tale lunghezza dicesi “lunghezza elementare” (LE). Il tempo impiegato dalla luce per percorrere un LE è il tempo elementare (TE): vale a dire 10 alla -23 secondi; esso costituisce un quantum elementare di tempo. Per qualsiasi particella il tempo procede in questi minuscoli quanti; ma, non essendo sincronizzate, esse formano un continuo oceano temporale, piuttosto che “momenti” discreti successivi, altrimenti non avremmo un universo connesso.
L’inversione temporale ha luogo normalmente in forti interazioni nucleari, cioè in eventi dell’ordine di 10 alla -23 secondi. Questo costituisce lo “spirito congelato” del primo momento dell’universo, quando una “freccia di tempo” fu determinata stocasticamente per la prima volta.
Ora il “TE” è invariabile e congelato; e tuttavia l’universo invecchia. La tensione dello spazio-tempo propaga per espansione delle “onde” nel mare del tempo, trasportando energia temporale con un periodo (x) proporzionale al tasso di espansione e alla proporzione del tempo trascorso sul totale del tempo disponibile per questo cosmo dalle costanti iniziali. Le equazioni di X danno attualmente un periodo di 35 anni come momento di macrotempo entro cui ‘inversione del tempo macroscopico diviene possibile.
Costruite un “guscio elettronico” sincronizzando l’inversione elettronica, il sistema locale formerà allora un microcosmo temporalmente invertito e procederà a ritroso finché X non sarà trascorso e la conservazione del tempo dell’universo totale non spingerà il microcosmo (della CML) avanti, fino a sincronizzarlo nuovamente nell’universo, cioè tra 35 anni più 35.

Gli scienziati apprendono così che il viaggiatore è partito 35 anni dopo il 1985, ed è diretto al 2055. La CML sarebbe quindi l’esperimento della distruzione di un futuro sistema di trasmissione umana, e i suoi successivi modelli si saranno cimentati solo con distanze (temporali) di non più di sette otto anni (ed era per questo che nessun’altra CML era implosa prima), tuttavia gli scienziati restano basiti dal contenuto di alcuni cartelli i quali recitano:

IO SONO LA MATRICE DELL’UOMO. IO SONO UNA LEGIONE. IO CONTERRO’ LE MOLTITUDINI.
La mia reticenza ha il solo scopo di mantenere il mondo su binari sufficientemente stabili perché io possa percorrerli a ritroso. Vi dico questo per pura compassione, e per preparare le vostre menti alla discesa di dio sulla terra.
Io sono Dio e devo rendervi liberi. Devo separarmi dal mio popolo; devo rinchiudermi in questo inferno d’isolamento. Sono venuto troppo presto; non eravate pronti a raccogliermi.

Il viaggiatore è dunque un pazzo telepatico? Gli scienziati stanno davvero assistendo all’apparizione di un messia, apparso con un messaggio prima che si inverta il tempo riportandolo al futuro, dal punto esatto in cui è venuto, nel 2055?

Gli ultimi cartelli non fanno che aumentare le perplessità.

Il mio altro io ha accesso a tutte le indagini scientifiche che io stesso ho generato; e io ho già la soluzione delle equazioni temporali. Arriverò tra poco, e voi costruirete la mia CML, e io vi entrerò; la costruirete in un esatta replica di questo laboratorio, sul lato sudovest. C’è abbastanza spazio. Quando sarà venuto il momento della mia partenza, quando il tempo s’invertirà, le probabilità di questo laboratorio svaniranno, e l’altro sarà sempre stato il vero laboratorio in cui sono io, dentro questa CML. Il terreno libero su cui progettate di costruire sarà allora qui, potrete assistere all’inversione temporale; sarà il mio primo miracolo probabilistico. Ci sono ragioni iperdimensionali per l’inversione probabilistica, nell’istante stesso dell’inversione temporale. State attenti a non trovarvi in questo laboratorio quando partirò, quando cambierò binario, perché anche questo segmento di realtà cambierà binario, diventando improbabile, schizzando via. Sono nato per incorporavi nel mio seno; per riunirvi in un’unica mente spaziale, nello spazio delle fasi di Dio.

L’annuncio di una sorta di resurrezione nel 2055, e la cognizione del lutto profondo causato dal distacco dalla realtà a ritroso nel tempo, la ragione per cui nel 1985 era apparso come un vecchio schizofrenico, rende consapevoli gli scienziati della grandiosità dell’impresa compiuta dal viaggiatore. Allo stesso tempo, sorge un quesito: se il tempo è probabilistico, non è possibile osservare tutte le ipotesi alternative in quanto esse non potrebbero essere reali. Bisogna quindi avere fede in un miracolo probabilistico ed attendere il 2055, quando il viaggiatore riapparirà, come un Dio pazzo.

L’alternativa è troppo spaventosa. Presto egli verrà. Prestissimo. Ancora pochi giorni, poche dozzine di ore. Noi tutti lo sentiamo. Siamo sopraffatti dalla beatitudine. E poi dovremo condurlo in una stanza e perderlo, e farlo impazzire per la separazione, nella sicura e incrollabile speranza di una sua resurrezione fra trentacinque anni, sano e amorevole, perché egli non scenda all’Inferno, per portarselo dietro sulla Terra.

Note a margine

Cronomacchina Molto Lenta (in inglese: The Very Slow Time Machine), è un racconto scritto nel 1978 da Ian Watson, scrittore e sceneggiatore inglese di Science Fiction (è stato autore di A.I. Intelligenza Artificiale, diretto e prodotto da Steven Spielberg), futurologo di fama accademica. Il racconto è stato pubblicato nell’antologia di Urania dall’omonimo titolo, nel giugno del 1980 (Urania 838).

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