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Archivio mensile:luglio 2015

Warhol - Ambulance 1963

“Il matrimonio tra ragione e incubo che ha dominato il XX secolo ha generato un mondo sempre più ambiguo. Il paesaggio delle comunicazioni è attraversato dagli spettri di sinistre tecnologie e dai sogni che il denaro può comprare. Sistemi d’armi termonucleari e pubblicità televisive di bibite coesistono in un mondo sovrailluminato che ubbidisce alla pubblicità e agli pseudo eventi, alla scienza e alla pornografia. Alle nostre vite presiedono i due grandi leitmotiv gemelli del ventesimo secolo: sesso e paranoia. Nè la soddisfazione di McLuhan per i mosaici informativi ad alta velocità può farci dimenticare il profondo pessimismo espresso da Freud in Il disagio di civiltà. Voyeurismo, disgusto di sé, la base infantile dei nostri sogni e dei nostri desideri – questi mali della psiche sono ora culminati nella perdita più atroce del secolo: la morte del sentimento. (J.G.Ballard, Postfazione a Crash!, 1974)

Sviluppata a partire da un capitolo omonimo di Atrocity Exhibition, pubblicato nel 1970, in cui si trova il primo abbozzo di analisi del contenuto sessuale latente degli scontri automobilistici, la Fiction estrema di Crash!, pubblicata nel 1973, è in definitiva un romanzo pornografico sulla tecnologia di un mito contemporaneo, l’automobile, esposto alla radicalizzazione delle tendenze culturali: il mito essendo il quadro indispensabile per interpretare l’esperienza, strumento essenziale per criticare la modernità.

Sorta di premonizione – come nelle riprese di un Crash Test – della collisione al rallentatore  tra biologia e tecnologia – un processo che ha avuto inizio con la rivoluzione industriale e che si è accelerato con la società dell’Informazione, con lo slittamento fuori controllo della tecnologia domestica ed il cablaggio digitale, a partire dagli anni anni ’90 -, per Ballard,  l’immagine chiave del XX secolo è stata senza alcun dubbio quella dell’uomo in automobile, la macchina essendo un’entità iconica che combina gli elementi di velocità, potenza, sogno e  libertà:

(L’uomo in automobile) è la somma di tutto: gli elementi di velocità, dramma, aggressione, la giunzione di pubblicità e beni di consumo con il paesaggio tecnologico (Technological Landscape). Il senso di violenza e desiderio, potere ed energia; l’esperienza condivisa di muoversi insieme attraverso un paesaggio segnaletico elaborato. (…) La velocità e la violenza della nostra epoca, lo strano Love Affair con la macchina, con la nostra stessa morte. (J.G.Ballard in Crash!, BBC, 1971, diretto da Harley Cokliss)

Nella sua esplorazione della dimensione intrapsichica e psicopatologica della relazione tra corpo e tecnologia, l’attenzione di J.G.Ballard alla produzione ed alla proliferazione delle immagini televisive è stata uno dei temi ricorrenti per inserire nello spazio letterario l’estensione neuro-tecnologica dell’interazione con le macchine nella quale, alimentate e spinte dal motore della logica consumista, le nuove tecnologie determinano il collasso interno del senso, degli affetti, dei percetti e dei valori: la deregolamentazione dell’immaginazione e delle psicopatologie, la cattura, la valorizzazione e l’estradizione della perversione della mitologia prodotta dai media, la congiunzione di sesso e tecnologia.

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