La prima volta della parola “Cyberpunk”

Kids with PC

“Cyberpunk” è un racconto breve di SF scritto da Bruce Bethke, nel 1980, pubblicato nel novembre 1983, tre anni dopo, sulla rivista Amazing Stories, il cui editore aveva acquistato la storia con un contratto esclusivo che vietava a Bethke di pubblicarla presso altri. Molto tempo dopo Bruce Bethke dichiarò in un’intervista che l’editore aveva deciso di non pubblicarla, inizialmente, in quanto si era rifiutato di cambiare il finale, per cui rimase in un cassetto per tre anni.

Il racconto è famoso soprattutto per aver coniato la parola “cyberpunk”, usata in seguito per definire il sottogenere della letteratura fantastica, incentrata sull’uso ribelle della tecnologia, sotto l’archetipo della Science Fiction, ed ebbe un notevole impatto. Dopo la pubblicazione di Neuromante di William Gibson, un anno dopo, il genere iniziò ad essere definito “cyberpunk”, anche grazie ad un articolo di Gardner Dozois, pubblicato nel 1984 sul Washington Post, intitolato “Science Fiction in the Eighties”.

…la SF è stata fortunata finora ad avere sempre una nuova generazione di scrittori – all’incirca ogni 5-10 anni – in attesa di prendere la torcia (con ingenuo entusiasmo, ovviamente) mentre la generazione precedente la lascia andare con le mani intorpidite.

All’inizio degli anni ’80, siamo chiaramente in procinto di assimilare un’altra ondata generazionale di nuovi scrittori, e negli anni a venire sentirete molto di più su William Gibson, Michael Swanwick, Kim Stanley Robinson, Bruce Sterling, Greg Bear, Pat Cadigan, John Kessel, Lucius Shepard, Lewis Shiner, Connie Willis, James Patrick Kelly, Leigh Kennedy, John M. Ford, Tim Powers, David Brin e Pat Murphy…per citare solo alcuni dei più importanti tra quelli che emergono di questa grande ondata generazionale.

Non tutti questi scrittori appartengono alla stessa scuola o movimento estetico. A molti di loro non piace nemmeno tanto la scrittura degli altri. (La cosa più vicina a una “scuola” estetica spontanea sarebbe il fornitore di oggetti bizzarri e tecnologicamente avanzati, che a volte sono stati definiti “cyberpunk” – Sterling, Gibson, Shiner, Cadigan, Bear.) Tuttavia, loro sono la generazione SF degli anni ’80, o parte di essa, e piaccia o no, le somiglianze tra loro negli obiettivi ed estetica sono molto più forti e più evidenti delle differenze (certamente reali). Per prima cosa, sono tutti scrittori ambiziosi, non soddisfatti di continuare con la stessa roba vecchia. Ancora una volta è tempo per l’assunzione di rischi letterari, e ancora una volta coloro che li prendono meritano ammirazione – e questo fa sì che sia un momento emozionante per la SF come genere. (Gardner Dozois, “Science Fiction in the Eighties”, 30 Dicembre 1984, Washington Post)

L’invenzione del termine “cyberpunk” fu un atto consapevole e deliberato da parte di Bethke.

Ho scritto la storia all’inizio della primavera del 1980 e, sin dalla prima bozza, era intitolata “Cyberpunk”. Nel chiamarla così, stavo cercando attivamente di inventare un nuovo termine che si giustapponesse tra atteggiamenti punk e alta tecnologia. Le mie ragioni per farlo erano puramente egoistiche e orientate al mercato: volevo dare alla mia storia un titolo scattante e di una sola parola che gli editori avrebbero ricordato. (…) Come ho effettivamente creato la parola? Nel modo in cui nasce una nuova parola, immagino: attraverso la sintesi. Ho preso una manciata di radici – cyber, techno e altri termini- le ho mescolate con un mucchio di parole per giovani socialmente mal indirizzati, e ho provato le varie combinazioni fino a quando una suonava semplicemente giusta. (Bruce Bethke)

Al di là della primogenitura del termine Cyberpunk, questo racconto è importante perché inventa lo stereotipo dell’Hacker punk con un mohawk. Protagonista della storia è infatti un adolescente che vive immerso in un mondo completamente tecnologico, che affronta con i suoi coetanei con una propria cultura, diversa da quella della società tradizionale.

Attraverso un uso intenso della tecnica letteraria dell’esposizione indiretta (tecnica conosciuta dagli scrittori di SF come “incluing”), con la quale il lettore viene gradualmente esposto a informazioni di base sull’ambiente, o landscape, con cui è costruita una storia, Bethke usa un linguaggio che gioca sui doppi sensi delle espressioni e dei termini usati nel quotidiano, creando un effetto di straniamento sul lettore:

The snoozer went off at seven and I was out of my sleepsack, powered up, and on-line in nanos. That’s as far as I got. Soon’s I booted and got–

CRACKERS/BUDDYBOO/8ER

–on the tube I shut down fast. Damn! Rayno had been on line before me, like always, and that message meant somebody else had gotten into our Net– and that meant trouble by the busload! I couldn’t do anything more on term, so I zipped into my jumper, combed my hair, and went downstairs.

Siamo nel 1980, Internet non esisteva ancora, non almeno come è la rete oggi, mentre i primi home computer a 8 bit avevano iniziato a diffondersi (è la generazione dei Commodore Vic 20, o dei più sofisticati Apple II), e “Mikey”, il protagonista del racconto, è un virtuoso informatico competente e problematico, un “hacker”, sebbene questo termine non sia mai usato nella storia. Mickey frequenta amici che hanno la stessa passione, con i quali comunica attraverso una rete (Net), ha delle interferenze con i suoi genitori, e usa le sue abilità per aggirare la loro volontà.

CHINHSINhires

L’inizio del racconto non si riferisce né a metropolitane né a valvole, ma ad un televisore (“tube”), o meglio un monitor, sul quale Mickey legge un messaggio, con il quale apprende che qualcuno è entrato nella loro rete privata e che ci sono dei problemi di “busload”, che non è il pulmino della scuola.

Mom and Dad were at breakfast when I slid into the kitchen. “Good Morning, Mikey!” said Mom with a smile. “You were up so late last night I thought I wouldn’t see you before you caught your bus.”

“Had a tough program to crack,” I said.

Durante la colazione, sua madre è preoccupata del fatto che Mickey è stato sveglio fino a tardi, tanto da pensare di non riuscire a vederlo prima che prendesse l’autobus. La risposta del ragazzo è in un linguaggio che oggi ci sembra abbastanza familiare, ma nel 1980 era veramente per pochi eletti: “Avevo un programma difficile da crackare”.

La famiglia di Mickey corrisponde al modello della famiglia di classe media americana degli anni ’80, e la tecnologia inizia a fare capolino anche nella descrizione della figura del padre, il quale, mentre parla con il figlio, sorseggia un caffè e legge un fax. Le espressioni gergali che usa Mickey con il suo compagno Rayno, ed un’amica, sono il risultato della sua immersione completa nel mondo della tecnologia informatica, e sono sorprendentemente anticipatrici:

“What’s on line?” I asked as I dropped into my seat, across from Rayno.

Cosa c’è in linea?”, non gioca solo sul senso inclusivo delle conversazioni telefoniche, ma sulle comunicazioni telematiche, che nel 1980 venivano utilizzate solo da chi usava ARPANET e le prime reti aziendali delle grandi banche e corporate.

Lisa, la ragazza con la quale insieme al suo amico Rayno hanno deciso di marinare la scuola quel giorno, ha un look alternativo, di quelli che fanno “bruciare un chip” al padre di Mickey, quando viene a sapere che suo figlio vuole farsi lo stesso taglio di capelli.

At eight Lisa came in. Lisa is Rayno’s girl, or at least she hopes she is. I can see why: Rayno’s seventeen–two years older than the rest of us–he wears flash plastic and his hair in The Wedge (Dad blew a chip when I said I wanted my hair cut like that) and he’s so cool he won’t even touch her, even when she’s begging for it. She plunked down in her seat next to Rayno and he didn’t blink.

Georgie still wasn’t there at 8:05. Rayno checked his watch again, then finally looked up from his caffix. “The compiler’s been cracked,” he said. Lisa and I both swore. We’d worked up our own little code to keep our Net private. I mean, our Olders would just blow boards if they ever found out what we were really up to. And now somebody’d broken our code.

Quando i tre ragazzi discutono tra loro per cercare di capire chi possa essersi intrufolato nella loro rete privata, si scopre che usano una vecchia rete aziendale,

Georgie and I started the Net by linking our smartterms with some stuff we stored in his old man’s home business system. Now my Dad wouldn’t know an opsys if he crashed on one, but Georgie’s old man–he’s a greentooth. A tech-type. He’d found one of ours once before and tried to take it apart to see what it did. We’d just skinned out that time.

Ad aver manipolato la rete, che i ragazzi usano come una specie di social network ante litteram, non è stato il loro amico Georgie, ma Rayno, che dice di aver “flaggato (segnalato) qualcuno che non sapeva che le secures (sicure) stavano puntando (poking) il compilatore di Georgie”

Rayno actually sat back, pointed at us all, and smiled. “You kids just don’t know how lucky you are. I was in the Net last night and flagged somebody who didn’t know the secures was poking Georgie’s compiler. I made some changes. By the time your old man figures them out, well…”

Rayno è uno smanettone di tecnologia informatica ed ha una “microterm” modificata con Georgie, una “Zeilemann Nova 300, ma abbiamo passato così tanto tempo a rielaborarla, praticamente è personalizzata dalla scheda madre. Hi-baud, forzata,(…) con il display wafer ripiegabile fino a circa le dimensioni di una cassetta video; Darei un orecchio per averne una simile. Avevamo usato il chipburner del vecchio di Georgie per nascondere alcuni trucchi speciali nella ROM e in CityNet non c’era un sistema con cui non potesse parlare.”

I still drop a bit when I see that microterm–Geez, it’s a beauty! It’s a Zeilemann Nova 300, but we’ve spent so much time reworking it, it’s practically custom from the motherboard up. Hi-baud, rammed, rammed, ported, with the wafer display folds down to about the size of a vid casette; I’d give an ear to have one like it. We’d used Georgie’s old man’s chipburner to tuck some special tricks in ROM and there wasn’t a system in CityNet it couldn’t talk to.

I ragazzi, dopo essere entrati in una biblioteca, riescono a collegarsi alla rete tramite una porta inutilizzata del “sistema libsys”,

Now, you’ve got to ID away your life to get on the libsys terms–which isn’t worth half a scare when your ID is all fudged like ours is–and they watch real careful. But they move their terms around a lot, so they’ve got ports on line all over the building. We found an unused port, and me and Georgie kept watch while Rayno plugged in his microterm and got on line.

“Get me into the Net,” he said, handing me the term. We don’t have a stored opsys yet for Netting, so Rayno gives me the fast and tricky jobs.

Attraverso i dataphone escono fuori dalla rete libsys ed entrano nella rete CityNet,

…gli anziani non capiranno mai. Pensano ancora che un computer debba essere un cervello in una singola scatola. Posso ottenere gli stessi risultati con opsys archiviati in un centinaio di posti, una volta collegati tra loro. Quasi tutti i computer hanno una porta per dataphone, CityNet è un ottimo sistema di collegamento e il microterm di Rayno ha la capacità di svolgere il lavoro in modo pulito e veloce, quindi nessuno ci insegue. Ho estratto il compilatore dal vecchio computer di Georgie e sono entrato nella nostra rete.”

Sulla rete i ragazzi si divertono a fare degli scherzi. Ad un docente che ha messo un pessimo voto a Lisa, Lewis, vengono caricati sul terminale un paio di centinaia di titoli di libri non restituiti, viene dato inoltre un comando ad un computer per inviargli l’intera Enciclopedia britannica via fax nel suo ufficio. Entrano poi nella rete di una compagnia aerea, che non ha nessun sistema di sicurezza, né password di accesso, cancellano un paio di dozzine di prenotazioni ed un volo aereo. Poi passano all’intrusione progettata da tempo, The Big One:

We’d been working on The Big One for over two months, but I still didn’t feel real solid about it. It almost made a clean if/then/else; if The Big One worked/then we’d be rich/else…it was the else I didn’t have down.

I ragazzi ritornano sulla rete CityNet, crackano l’opsys OurNet e si intrufolano nel sistema della Merchant’s Bank & Trust. Attraverso la rete di un computer bancario si avventurano sulle protezioni di altri computer bancari. Alla fine, quando Rayno preme il tasto invio compare la scritta:

TRANSACTION COMPLETED. HAVE A NICE DAY.

La sera, durante la cena, il padre di Mickey riceve una telefonata dal padre di Georgie, e apprende così che il figlio non è andato a scuola ma è stato visto uscire dalla biblioteca, dove il signor Hansen ha scoperto che qualcuno si è intrufolato nel computer e sospetta che abbia fatto un casino nella rete delle banche. Quando gli chiede se è vero che non è andato a scuola, la risposta ribelle di Mickey, che chiama il padre “vecchia reliquia obsoleta”, lo fa infuriare al punto da requisirgli il computer. Mickey, dopo essersi chiuso a chiave nella stanza dove c’è il computer di suo padre, e dopo avergli promesso solennemente dei cambiamenti, inizia così a smanettare.

“MICHAEL!!” Sbatté con forza contro la porta. “Apri! Adesso!”

“No.”

“Se non apri questa porta prima che conti fino a dieci, la butterò giù! Uno!”

“Prima di farlo …”

“Due!”

“Meglio che chiami la tua banca!”

“Tre!”

“B320-5127-OLR.” Quello era il codice di accesso al conto corrente. Ci fu silenzio per un paio di secondi.

“Giovane, non so cosa pensi di provare a fare …”

“Non sto provando niente. L’ho già fatto.”

La mamma salì le scale e disse: “Che succede, David?”

“Stai zitta, Martha!” Stava parlando in silenzio, ora. “Che cosa hai fatto, Michael?”

“Fuori dal giro. Sparito. Seppellito.”

“Vuoi dire, sei entrato nel computer della banca e hai cancellato il mio conto corrente?”

“Risparmio e mutuo anche sul condominio.”

“Dio mio . . .”

La mamma disse: “È solo arrabbiato, David. Dagli il tempo di calmarsi. Mikey, non lo faresti davvero, vero?”

“Poi ho avuto accesso a DynaRand”, dissi. “Ho cancellato il tuo lavoro. La tua pensione. Sono entrato anche nella tua plastic card.”

Prima che il padre lo uccida, però, mentre i colpi sulla porta si fanno sempre più violenti, Mickey gli rivela di aver fatto un backup su altri computer, ha protetto i file e li ha nascosti, per cui sono tutti recuperabili. A quel punto suo padre, dopo essersi consultato con la mamma di Mickey, gli chiede cosa vuole, con un tono che sembra quello di un negoziatore con un criminale che ha preso degli ostaggi. Ma Mickey non vuole niente, vuole solo entrare in contatto con Rayno. Vuole solo che suo padre gli restituisca il suo computer.

Ho continuato ad elaborare, ma quando è tornato non avevo ancora trovato niente di più di quanto volevo che mi lasciassero in pace e smettessero di dirmi cosa fare. Portai lo smartterm nella mia stanza senza essere schiaffeggiato, chiusi a chiave la porta, mi misi in linea e restituii a papà il suo lavoro. Poi ho provato a flaggare Rayno e Georgie, ma non ci sono riuscito, quindi ho lasciato messaggi per quando si sarebbero connessi. Sono rimasto sveglio per metà della notte a giocare alla guerra, solo per assicurarmi che papà non volesse fare niente

Il mattino successivo, Mickey viene svegliato dal padre al 5 e 25, ma stavolta non riesce a collegarsi con lo smartterm perchè il cavo è stato tagliato. Prima che Mickey riesca a scappare dalla finestra, suo padre e sua madre entrano nella stanza, e iniziano a riempire una valigia delle sue mutande e calzini.

“Ora sei spaventato!” Ho detto a papà. “Non ti restituirò mai i tuoi file!” Mi ha afferrato per il braccio.

“Michael, c’è qualcosa che penso che dovresti vedere.” Mi trascinò giù nella sua tana e tirò fuori dalla sua scrivania alcuni pacchetti di vecchi rifiuti di carta. “Queste sono le ricevute. Questo è ciò che le vecchie reliquie obsolete come me usano perché non ci fidiamo della contabilità dei computer. Ho controllato con il lavoro e la banca; tutto ciò che accade nel computer deve essere verificato con la carta. Non puoi cambiare nulla per più di 24 ore. “

“Ventiquattro ore?” Ho riso. “Allora sei ancora arrabbiato! Posso ancora cancellarti ogni giorno, da qualsiasi terminale in CityNet ‘”

“Lo so.”

La mamma entrò nella tana, portando la valigia e sollevando gli occhi. “Mikey, devi capire che ti amiamo, e questo è per il tuo bene.” Mi hanno trascinato giù all’aeroporto e mi hanno infilato in un Jet privato con un mucchio di vecchi gestapos.

Ho dovuto abituarmi per alcune settimane alla Von Schlager Military Academy. Mi dicono che sono un bambino brillante e con un buon carattere, non c’è davvero alcun motivo per cui non dovrei laurearmi tra cinque anni. Mi sto stancando, però, di tutti i cadetti più anziani che mi dicono quanto sono soft ora che hanno installato l’impianto idraulico per interni.

Certo, sono libero di uscire ogni volta che voglio. Sono solo trecento miglia da Fort McKenzie, dove finisce la strada.

A volte di notte, dopo aver spento le luci, estraggo il mio Starfire e faccio scorrere le dita sui touchpad. Questo è tutto ciò che posso fare, dato che durante la notte disattivano l’alimentazione nelle baracche. Mi stenderò lì al buio, pensando a Lisa, a Georgie, a Buddy’s All-Night Burgers e a tutto il divertimento di cui eravamo soliti . Ma soprattutto penserò a Rayno e ai grandi piani che lui prepara.

Non vedo l’ora di vedere come mi farà uscire da qui.

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