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Co_Mix

Si capo

Quando lavori senza contratto, il lavoro è nero. Quando muori sul lavoro invece, la morte è bianca. In Italia il settore edile, insieme all’agricoltura, ha il più alto numero di “caduti sul lavoro”, in gran parte per il mancato rispetto delle norme elementari sulla sicurezza. Oltre il 25% dei morti sul lavoro è costituito da lavoratori immigrati, rumeni, marocchini, ucraini, etc. Spesso a morire sono i più giovani, lavoratori inesperti appena assunti, ai quali nessuno si è preoccupato di fornire quel minimo di formazione che avrebbe potuto salvare loro la vita. In questo fumetto, ambientato in un cantiere edile del sud, tra lavoratori italiani e stranieri, proviamo a raccontare per immagini quello che può accadere ogni giorno, in qualsiasi momento, quando non si rispettano i diritti fondamentali e le norme relative alla sicurezza sul lavoro.

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Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia.

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…un fumetto dedicato ai sogni dei tifosi, di tutti i colori e di tutte le città…dove “Calcio e sociale si fondono. Almeno ci si prova. Almeno non si vive di rimorsi…” Zdenek Zeman

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…balene metafisiche…linee di fuga…periferie che si incontrano sulla metro…drop out…

…I tossici sono svergognati…Sono Impermeabili alla ripugnanza degli altri. Dubito che la vergogna possa esistere in assenza di libido…La vergogna del tossico scompare con la sua socievolezza non sessuale che dipende anch’essa  dalla libido… Il tossico considera il proprio corpo in modo impersonale come uno strumento per assorbire il mezzo in cui vive… (Willam Burroughs, Il Pasto Nudo, pag. 77)

Things to Do in the Belly of the Whale (by Dan Albergotti)

Measure the walls. Count the ribs. Notch the long days.

Look up for blue sky through the spout. Make small fires

with the broken hulls of fishing boats. Practice smoke signals.

Call old friends, and listen for echoes of distant voices.

Organize your calendar. Dream of the beach. Look each way

for the dim glow of light. Work on your reports. Review

each of your life’s ten million choices. Endure moments

of self-loathing. Find the evidence of those before you.

Destroy it. Try to be very quiet, and listen for the sound

of gears and moving water. Listen for the sound of your heart.

Be thankful that you are here, swallowed with all hope,

where you can rest and wait. Be nostalgic. Think of all

the things you did and could have done. Remember

treading water in the center of the still night sea, your toes

pointing again and again down, down into the black depths.

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“Mi piace la fantascienza perché spalanca le porte dello spazio e del tempo e soprattutto perché mi permette di affrontare in modo molto diretto le mie preoccupazioni essenziali” (Moebius)

La SF deve molto al contributo dello sguardo visionario di Moebius, lo spazio immaginario, corpi ed oggetti senza intermediazioni dell’io, che carica su di sè la visione schizofrenica proiettandola nella costruzione del doppio, in mondi nei quali l’obiettivo “…è semplicemente essere, in modo normale, camminare su due gambe. E’ questo che permette di vedere in rilievo. Tutti i paesaggi del mondo impongono uno sdoppiamento…” 

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Détournement

“There are several conflicting opinions about the forms and even the very nature of educative propaganda, opinions that generally reflect one or another currently fashionable variety of reformist politics. Suffice it to say that in our view the premises for revolution, on the cultural as well as the strictly political level, are not only ripe, they have begun to rot. It is not just returning to the past which is reactionary; even “modern” cultural objectives are ultimately reactionary since they depend on ideological formulations of a past society that has prolonged its death agony to the present. The only historically justified tactic is extremist innovation.”

Guy Debord, Gil J. Wolman, A User Guide to Détournement, 1956

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“The big tradition, I think, is unity. And I have that in mind; and with that, you know, you could break all the traditions- all the other so-called rules, because they are stylistic.. and most are not true. As long as the marks are related to one another, there is unity. Unity in the work itself depends on unity of the artist’s vision.” Roy Lichtenstein

Se il mondo prende una piega delirante, dobbiamo assumere un punto di vista delirante. Di fronte alla stretta compenetrazione tra comunicazione (linguistica, ma non solo) e lavoro salariato, l’ideologia postmoderna esalta la “libertà” della prima, occultando la barbarie della seconda. Una critica radicale alla società capitalistico-finanziaria contemporanea non può quindi che partire dalla critica della tradizionale filosofia del linguaggio.

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